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Stile Libero #4: Francesca Inaudi

Oh, mamma…“: alzi la mano chi non l’ha pensato a prima vista del look di Francesca Inaudi all’anteprima del film La mossa del pinguino. Siete davvero pochissimi, quindi o state mentendo spudoratamente o state smanettando su Wikipedia per capire chi caspita è ‘sta Francesca o siete dei fini intenditori di moda. Nel qual caso chapeau.

L’abito lungo arancio con stampa jacquard scelto dall’attrice toscana (ecco, così iniziate a farvi un’idea) per la première della pellicola che segna il debutto alla regia di Claudio Amendola è infatti impegnativo, non c’è che dire. Il colore e la fantasia, decisamente appariscenti, il design asciutto e il tessuto morbido, che ‘segna’, l’abbottonatura sul busto e le taschine applicate lo rendono un vestito di quelli da cui tenersi alla larga… a meno di non avere il fisico di Francesca. E quel certo non so che che la rende particolare e bellissima, nonostante i tratti non proprio perfetti e un naso importante.

Superato il primo impatto (che può destabilizzare, ok) e riguardando l’abito, non si può non pensare che sia perfetto indosso all’attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano (un altro indizio per voi…): non solo esalta la sua particolarità, ma con il trucco seventies en pendant e i capelli corti portati con un vezzoso cerchietto arancione squillante – più acceso di quello del vestito – trasformano Francesca in una chiccosa figlia dei fiori, molto diva, ma anche molto scanzonata.

Peccato però per gli accessori: la pochette in suede color bronzo con micro borchie abbinata a un paio di sandali a tacco alto della stessa tonalità (che purtroppo qui si intravvedono appena) si perdono infatti come lacrime nella pioggia, giusto per restare in tema cinematografico, visto che della prima di un film si tratta. A parte la scelta di mettere insieme un mood rock a uno flower power – che ci può stare in una teoria degli opposti – è il colore a non c’entrare (quasi) nulla. O meglio: a c’entrare troppo. L’effetto è di un tutt’uno, che però non è coordinato, ma disturbante, perché sembra che si sia cercata la nuance più simile all’abito, senza trovare quella uguale. Orrore.

Però brava, Francesca (che ha esordito nel 2004 nel delizioso film di Davide Ferrario, Dopo mezzanotte: così ora la inquadrate, vero?): look azzeccato all’80%. La perfezione sarà per il prossimo red carpet. Magari quello del Dolby Theatre.

(Per la serie: piace poco Francesca Inaudi a Lady CUT…)

Foto by Mario Cartelli/LaPresse

Redazione

“Ho dei gusti semplicissimi. Mi accontento sempre del meglio”, diceva Oscar Wilde. E anche noi siamo così. Per questo ogni giorno parliamo del meglio della moda e dei suoi protagonisti, famosi o destinati a diventarlo, ma sempre pieni di talento.

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