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Categories: Design

Hypnos e la poltrona per i musei: “Bisogna lasciare allo spettatore l’incanto di un capolavoro”

Il 2016 si è aperto con un boom di visite ai musei italiani. Solo ieri, 3 gennaio, nella prima domenica del mese l’affluenza è stata molto positiva. “Le domeniche gratuite – ha dichiarato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini all’Ansa – proseguono anche nel 2016 e sono tanti i comuni che hanno confermato l’adesione dei propri musei civici. Un segnale importante per una iniziativa che riscontra grande apprezzamento. A breve presenteremo tutti i numeri del 2015, che sono da record, e che diventano ancora più significativi proprio se si contano i successi dei tanti musei comunali“. Peccato però che spesso la frenesia della vita quotidiana non permetta di gustare al meglio le opere d’arte. Ed è proprio per questo motivo che Hypnos ha deciso di realizzare una poltrona appositamente per i musei.

Si chiama Hypnos Gate ed è stata creata da Gilberto Di Benedetto (questo il suo vero nome) insieme all’architetto Stefano Bongianni con un design classicheggiante. L’artista romano (che si definisce “l’ultimo vero pittore surrealista”) punta il dito proprio contro il via vai velocissimo che popola questi luoghi. Il tempo dedicato ad ogni quadro è di pochi secondi e così si può fingere di vederne anche più di 300 in un’ora. “Oggi si crede che prestare una attenzione non superiore ai venti secondi ad un quadro, basti per comprenderlo veramente – ha dichiarato lo stesso Hypnos come riporta Askanews – C’è solo un modo per uscire da questo consumismo museale e dell’arte visiva. Ridare tempo al tempo. Andare nel museo e guardare un quadro solo“.

Proprio per questo motivo una comoda poltrona può aiutare il pubblico a restare ipnotizzato di fronte ad un quadro per cercare di capire la vera essenza ed il significato più profondo. L’idea è nata proprio per “lasciare allo spettatore tutto l’incanto di un capolavoro“.

Foto by Facebook

Samantha Suriani

Toglietemi tutto, ma non la musica, il buon cibo…e la tinta rossa. Potrei diventare pericolosa.

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Samantha Suriani

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