Parigi Houte Couture, le tendenze dei primi due giorni

Parigi Houte Couture autunno-inverno 2013/2014: ecco tutte le tendenze dei primi due giorni della kermesse.

Sulle passerelle della capitale della moda francese sfilano donne d’altri tempi, avvolte da tessuti opulenti e fluttuanti dalle tinte tenui e romantiche. Una quattro giorni di sfilate dedicate all’alta sartoria, durante i quali i più grandi stilisti mettono in mostra il proprio estro e la propria creatività presentando le collezioni esclusive dei prossimi mesi. Ventidue le maison in scena, di cui già otto hanno mostrato in passerella i propri capi unici.

GUARDA TUTTE LE FOTO DELLE PASSERELLE PARIGINE

Ad inaugurare il fashion event lo scorso sabato è stata la linea Versace atelier, per la quale ha sfilato l’intramontabile top model Naomi Campbell. I capi proposti sono destinati a donne che, ben consapevoli della propria sensualità, amano intrigare l’osservatore e catturare la sua attenzione con scolli vertiginosi ma elegantissimi, sia sulla schiena che sul dècolletè; le tinte brune degli abiti si illuminano con applicazioni scintillanti e tessuti cangianti.

Nella giornata di ieri invece, ad andare per prima in passerella è stata la collezione firmata Schiapparelli, con abiti d’ispirazione gotica e influssi settecenteschi. Da questi elementi si è lasciato ispirare anche il brand On Aura Tout Vu, che ha sottolinieato le forme delle sue donne stringendole in corsetti steccati, spacchi ammiccanti e rouge fluttuanti su collo e spalleChristophe Josse ha invece proposto una collezione in stile elisabettiano, realizzando gonne e abiti lunghi, camicette castigatissime e arricchite con colli alla gorgiera, proprio come quelli indossati dalla sovrana inglese della Golden Age. Nonostante i colori delicatissimi e per nulla maliziosi, gli abiti del fashion designer francese, regalano un’aurea misteriosa ed intrigante che affascina lo spettatore trasportandolo con la mente in epoche lontane.

Molto più energiche invece le proposte di uno dei marchi più illustri di questi due giorni: Christian Dior ha fatto sfilare in passerella abiti lunghi per donne decise e coraggiose, donando ai tagli dei vestiti una leggera influenza orientale, con un rimando alle linee dei kimono indossati dai samurai. Colori sgargianti come il giallo, l’arancio ed il rosso si alternano ai toni freddi dell’azzurro e del bianco.

Ad omaggiare invece la figura femminile per eccellenza della tradizione giapponese c’ha pensato Ram Al Alì, realizzando abiti in raso dalla foggia pulita e lineare, stretti in vita e con ricami floreali a contrasto con i toni scuri delle stoffe.

Alexis Mabille ha invece realizzato dei veri e propri abiti-scultura, avvalendosi ampiamente di un tessuto rigido come il taffettà che, non solo avvolge il corpo femminile, ma lo racchiude in una sorta di origami prezioso e delicatissimo. Anche in questo caso i toni delicati del rosa chiaro e del celeste si accostano a quelli potenti del rosso fuoco e del nero intenso.

A chiudere la giornata di ieri l’attesissimo Gianbattista Valli che, con i suoi abiti di atelier, ha omaggiato la donna coprendola di tessuti leggeri e fiori in stoffa a rilievo, come per conferirle un’aria leggera e delicata, simile alle ninfee dei laghi incontaminati. Alla precisa volontà di offrire un’immagine romantica e quasi innocente, il couturier romano ha affiancato però anche quella di mostrare il lato fascinoso della donna, vestendola di rosso intenso, porpora e bordeaux. Come le donne del pittore ottocentesco Dante Gabriel Rossetti, così quelle di Valli si mostrano accativanti e seducenti, nascoste però dietro un’immagine incontaminata e quasi mistica.

Foto By Kika Press

 

 

Impostazioni privacy