Window shopping: nuove tendenze ai tempi della crisi. Guardare e non toccare

Guardare e non toccare. Anzi, non comprare. Anche in tempi di crisi saltano fuori nuove tendenze. L’ultima si chiama “window shopping”: i clienti osservano le vetrine, entrano nel negozio ed escono a mani vuote ma con le idee chiare. Poi tornano a casa, si connettono e acquistano online per risparmiare ulteriormente rispetto ai prezzi dei saldi: web batte realtà e salva il portafoglio.

E così i negozi si riempiono ma le casse restano vacanti. Sono i saldi 2015 Made in Italy dove l’ombra della recessione continua a vegliare sulla tasche dei connazionali. Le svendite sono iniziate lo scorso week-end, in anticipo rispetto al solito proprio per puntare sul fattore tempo. Ma l’idea non ha riscosso alcun successo e, nonostante orde di persone affollino i punti nevralgici e commerciali delle città sfidando temperature che sfiorano lo zero, lo shopping, alla fine dei conti, resta un aspetto collaterale alla passeggiata. Sicuramente è presto per mettere tutto sul piatto della bilancia e tirare le somme ma, a prima vista, pare che solo le grandi catene low cost al momento si salvino dalla dissertazione: Zara, H&M, Gap, Tezenis sono tra i pochi a vantare fila alle casse.

In effetti, già a poche ore dall’inizio delle svendite, il Codacons aveva rivelato: “Non si è registrata alcuna impennata delle vendite” evidenziando un calo del 5% nei grandi centri rispetto al 2014, con picchi più lampanti nelle periferie. “Il comportamento dei consumatori sembra orientato alla massima cautela” dice Carlo Rienzi, presidente dell’associazione dei consumatori, “si gira per centri commerciali e strade dello shopping, si osservano i capi in vetrina e i prezzi, ma si attende ancora prima di effettuare gli acquisti”. Negli outlet e nelle boutique di haute couture, invece, è tutta un’altra musica dal momento che il target di acquirenti è molto turistico e, in città come Roma e Milano, riesce a garantire un livello continuativo di incassi.

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