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Milano Moda Uomo, ultimo giorno: l’estetica di Armani e il viaggio in India di Stella Jean

Ultimo giorno della Milano moda Uomo e chiusura in grande stile. Un cocktail di grandi nomi ha portato in passerella il nuovo concetto di menswear per l’Autunno/Inverno 2015. Tirando le somme fashion, la prossima stagione non vedrà un casual al limite del trasandato, né un elegante esagerato. Basta anche ai vezzi: L’uomo non può vestirsi come una donna se non per piccole cose, per un foulard o un colore. Lui deve tenersi stretta la sua mascolinità, ha un limite invalicabile, ha bisogno di equilibrio, non deve cadere nel ridicolo: posso prendere un abito da uomo e con piccoli cambiamenti farlo indossare a una donna, ma non viceversa”, parola di Re Giorgio. Armani propone un’estetica dolce ma comunque virile. Ecco allora i doppiopetto in jersey e i pantaloni dal cavallo basso, i cardigan portati sulla pelle e sotto la giacca, i pull di angora a collo alto, i cardigan tricot al posto del cappotto. Le giacche hanno nuova vita: sono destrutturate, corte, leggere e si portano in jersey o in tweed. Il parka, protagonista anche della prossima stagione fredda, indossa la pelliccia, tornano le mantelle con il cappuccio. Le stringate hanno il carrarmato, le ventiquattrore sono di una pelle pensata per durare nel tempo, gli zainetti hanno laccetti porta-coperta per essere sempre pronti a fuggire in un parco. I colori intingono il pennello nella classica palette Armani: grigio, blu, carta da zucchero e qualche sfumatura di bordeaux.

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Più che sulla praticità, Roberto Cavalli punta sul lusso sfrenato. È un uomo fashion, spigliato che osa pellicce, pantaloni in pelle e giubbetti maculati. È una collezione barocca dai toni rock, sempre esagerata che guarda all’America. È il west ad ispirare l’uomo Cavalli: un cowboy dal gusto biker che porta capi in pelle borchiata. La collezione è un inno ai contrasti che convivono in un look che non ha paura di superare i confini. Stile dandy, ricercato e contemporaneo per Ermanno Scervino: cappotti in lana bouclé, camicie lavorate con microcristalli, tessuti morbidi attraversati da pied de poule e disegni check. I colori si sovrappongono ma restano nella palette che va dal navy al burgundy.

Ispirazione orientale, invece, per Stella Jean: la sartorialità italiana si mescola a stampe e disegni che provengono da lontano: le giacche e i cappotti sono decorate con affreschi buddisti, gli abiti si colorano di contrasti. Le fantasie classiche dello stile british – principe di Galles e tweed – danno vita a forme nuove. Le giacche sono in velluto, i pantaloni sono morbidi dalla vita al ginocchio e si restringono sul fondo, le scarpe sono veri e propri quadri che raccontano una storia, una vita, un popolo.

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“Ho dei gusti semplicissimi. Mi accontento sempre del meglio”, diceva Oscar Wilde. E anche noi siamo così. Per questo ogni giorno parliamo del meglio della moda e dei suoi protagonisti, famosi o destinati a diventarlo, ma sempre pieni di talento.

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