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“Chicche di stile”: la spilla Chanel

La nostra rubrica Chicche di Stile questa settimana è dedicata ad un oggetto prezioso ed ambito di gran classe: la spilla Chanel.

Che sia di bigiotteria o di preziosa arte orafa, la spilla riesce a conferire di grande eleganza a qualsiasi abito ed è un tocco distintivo di indiscutibile classe.  Per quanto sia considerato un oggetto d’altri tempi, conserva immutato il suo fascino che anzi è accresciuto dal suo valore di accessorio non usuale che è assurto nel tempo a oggetto di adorazione di piccoli e grandi collezionisti, per le sue multiformi varietà. Ne esistono infatti di tutti i tipi: classiche, moderne, vintage, originali, eccentriche o semplici, in pietre preziose, in perle o lisce, sono infinite le sue varianti, ma la spilla che ha fatto storia e si attestata in top position tra gli oggetti più ricercati è la spilla Chanel.

Sinonimo di eleganza e di ricercatezza, è un accessorio raro e intramontabile, il cui valore non ha prezzo. Paragonabile ad un’opera d’arte di grande valore, la spilla Chanel è un cult irrinunciabile. Ve ne sono di vari modelli, dal classico incrocio di due C a modelli in metallo, quarzo, resina, perle e pasta di vetro o arricchiti di perle e strass. Le spille Chanel vintage in particolar modo hanno un valore inestimabile perché non sono più in produzione. Allo stesso tempo però, può risultare problematico verificarne l’autenticità e il periodo di produzione, ma, per non cadere in facili errori, è importante ricordare alcuni dati storici.

I bijoux Chanel prodotti prima del 1939 furono creati da lei stessa per accompagnare i suoi abiti, per questo motivo non sono firmati ed è molto difficile autenticarli, oltre che reperirli in comercio, in quanto nella maggior parte dei casi appartengono a musei o a collezioni private. Alcuni gioielli col marchio Chanel inciso risalgono al 1941, ma non si tratta di articoli realizzati da Gabrielle Coco, bensì dalla Maison francese chiamata Chanel Novelty Company. Questi oggetti sono di grande valore ma non si possono definire autentici Chanel e infatti, dopo una battaglia legale, la Chanel Novelty Company dovette cambiare il suo nome in Reinad Novelty Company.

Nel 1954 Gabrielle Coco riaprì la sua boutique in Rue Cambon e continuò la produzione di bijoux per accompagnare i suoi abiti. Dunque collane, orecchini, spille e la famosa Camelia, erano venduti esclusivamente insieme agli abiti. Questi gioielli, realizzati da Robert Goossens sono caratterizzati dalla firma Chanel impressa direttamente sul pezzo stesso e questo tipo di incisione caratterizza i gioielli fino al 1971. A metà anni ’70 Alain Westheimer introdusse il marchio copyright sui gioielli, costituito da un piccolo disco piatto con l’incisione “Chanel Made in France”.

Quando, nel 1983, Karl Lagerfeld fu nominato couterier della Maison, nominò a sua volta Victoire De Castellane come capo progettista della gioielleria, il quale caratterizzò il marchio Chanel con la firma incisa su un piccolo disco ovale accompagnata dal copyright e dal marchio di fabbrica con le due C ai lati e la scritta “Made in France”nella parte inferiore. I numeri ai lati delle “Due C” identificano la stagione di appartenenza della collezione.  Dal 1993 compare un’altra caratteristica: il numero che identifica la stagione appare solo a sinistra del logo “Due C”, mentre alla sua destra è incisa una lettera che specifica meglio la collezione: A per Autunno/Inverno, P per Primavera/Estate.

Alcuni pezzi prodotti in Italia portano incisa la scritta “Made in Italy” e nei bijoux di più recente produzione, al posto delle lettere A e P che indicano le collezioni, si può trovare la lettera C che sta ad indicare la Collezione Cruise. Ricordando bene queste indicazioni, non sarà dunque più impossibile stabilire la differenza tra un’autentica spilla Chanel e un’imitazione per chi volesse acquistare uno degli esemplari di questo vero oggetto di culto.

 

Photo Credits: Twitter/Chanel

Redazione

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