Categories: Chicche di Stile

“Chicche di stile”: il papillon

La nostra rubrica Chicche di Stile questa settimana è dedicata a un accessorio molto “cool” per la moda maschile: il papillon, un must indispensabile quando si indossa lo smoking o il frac.

Il papillon, detto anche cravatta a farfalla, cravattino o fafallino, deriva il suo nome dalle espressioni francesi noeud papillon o cravate papillon. Può essere in seta, cotone, lana o altro tessuto e in diverse varianti e patterns, geometrici o a fantasia, esattamente come la cravatta. Utilizzato con lo smoking è solitamente in raso o seta lisci, di colore nero, dello stesso materiale della eventuale fusciacca, mentre abbinato al frac è per lo più in pelle d’uovo o piqué, più raramente in seta, di colore bianco.

Il papillon consiste in un fiocco, simmetrico e di dimensioni contenute, che chiude, analogamente alla cravatta, il colletto della camicia. Può essere sostanzialmente di due tipi:

  • il tipo tradizionale da annodare, costituito da un nastro che si allaccia con nodo del tutto analogo al nodo delle scarpe, sagomato in varie fogge in funzione del suo aspetto e proporzioni dopo l’annodatura. Normalmente il nastro ha un sistema atto a regolarne la lunghezza per adeguarlo alle varie dimensioni del collo senza alterare la forma e le dimensioni del nodo;
  • il tipo premontato, in versione a spilla oppure a collare, che è un adattamento di quello tradizionale più recente, non amato da molti cultori dell’oggetto, in cui il nodo è cucito e può essere regolabile in lunghezza.

Le misure sono variabili: dai 2,5 cm dei cravattini in stile ottocentesco ai 5-6 cm della farfalla classica, passando per gli 8 cm del modello “a goccia”, con le estremità accentuate.

Il papillon trae le sue origini dai mercenari croati durante la guerra dei Trent’anni del XVII secolo: i croati usavano un fiocco per legare la camicia che, evidentemente, non aveva bottone. Questo metodo fu successivamente adottato dapprima dalla moda maschile in Francia e successivamente in altri paesi europei.

In Italia il suo è associato principalmente all’abbigliamento da sera, più raro nell’uso quotidiano semiformale, in alternativa alla cravatta lunga. Nel tempo ha assunto per molti una connotazione démodé o volutamente originale ed è stato spesso abbinato a professioni particolari, quali l’architetto, l’artista o il professore universitario. Ma è molto diffuso anche nelle divise da cameriere e nell’alta uniforme di alcuni corpi militari.

Nasce per essere indossato in occasioni dove l’eleganza è d’obbligo e per indossarlo con stile esistono delle regole ben precise:

  • Non si indossa senza la giacca.
  • Può essere abbinato a gilet, cardigan o maglioni, ma sempre rigorosamente con la giacca.
  • Non dovrebbe superare in altezza le punte del colletto della camicia, per mantenere le proporzioni.
  • Mai scegliere un papillon preconfezionato su una camicia con collo alto ad alette.

Photo Credits: Twitter

Redazione

“Ho dei gusti semplicissimi. Mi accontento sempre del meglio”, diceva Oscar Wilde. E anche noi siamo così. Per questo ogni giorno parliamo del meglio della moda e dei suoi protagonisti, famosi o destinati a diventarlo, ma sempre pieni di talento.

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