Giulia Arena: “Miss Italia? Un’esperienza, non l’unica opportunità”

Il pregiudizio su Miss Italia esiste da che ha avuto inizio il concorso. Eppure, negli anni, le reginette che si sono succedute hanno dimostrato che essere belle non significa non avere personalità o essere prive di idee. Evidentemente non è bastato. Ma ora con Giulia Arena continuare a insistere con questa storia è impossibile. Anche per i più prevenuti. Simpatica, alla mano, disponibile e naturalmente bella, Miss Italia 2013 è una ‘tosta’, che non ha paura di dire cosa pensa e lo sa fare con garbo, intelligenza e ironia. Una diciannovenne di oggi che, corona o no, sa che i giovani per costruirsi un futuro dovranno faticare molto più dei loro genitori e che nulla è dovuto, ma tutto si conquista.

Ciao Giulia, per prima cosa come stai? Ti abbiamo vista con le stampelle!
Bene, grazie! Mi sono fatta male tempo fa e non avrei dovuto metter i tacchi per un mese… Cosa che tra Miss Italia e tutto ovviamente non ho fatto. Così all’incontro con il sindaco della mia città mi sono ritrovata con un piede enorme, gonfissimo, e dei dolori lancinanti. E sono dovuta ricorrere alle stampelle.

E’ passato un mese dalla tua incoronazione a Miss Italia: com’è cambiata la tua vita?
Diciamo che la dimensione privata è quasi un privilegio. Dal punto di vista pratico è cambiato tutto: durante la settimana sono sempre in giro per l’Italia e questo decisamente influisce sulla possibilità di fare programmi a breve e a lungo termine.

Che tu sei una Miss diversa lo si è capito fin dal momento della proclamazione: sei la prima che non è scoppiata a piangere! Che cosa hai provato in quel momento?
Non sono scoppiata a piangere perché non me lo aspettavo (ride)! Io ho partecipato perché volevo una fascia nazionale, per l’esattezza quella di Miss Cinema Planter’s, e quando l’ho ottenuta ero contenta. Mi sentivo fuori gara. E invece continuavo ad andare avanti… Fino alla vittoria! Lì c’è stato un black out: ho pensato che volevo dare il massimo, ma non realizzavo! Non me ne sono resa conto per due giorni…

Un’altra cosa che ha colpito molto di te è il tuo tatuaggio: quando e perché hai scelto di farlo?
Tre anni fa avevo in mente un altro tatuaggio, ma ero minorenne e non potevo farlo. Quando ho compiuto 18 anni ho deciso che era arrivato il momento: in quel periodo vivevo a Malta, così ho preso appuntamento con un tatuatore del luogo. Era tutto deciso, se non che la sera prima navigando su Internet mi sono imbattuta in questa frase e… Ho cambiato idea! Poi stare all’estero per tanto tempo mi ha fatto sviluppare l’orgoglio di essere italiana e chi meglio di Dante per rappresentarlo? Senza contare che queste parole (“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza“, ndr) sono anche una ‘promessa’, un dichiarazione di voler superare i propri limiti. Insomma, è stata la frase a scegliere me!

Cosa ne pensi della polemica suscitata dalle parole di Laura Boldrini sulle Miss e sul Concorso?
Per me l’unico sbaglio della Boldrini non è stata la critica in sè, ma aver sparato a zero contro una manifestazione come Miss Italia. Da ‘persona esterna’ ho sempre pensato che non desse l’idea di sfruttare l’immagine femminile: del resto, diversamente non avrei partecipato e ora ho la prova che era un’impressione giusta. Però la televisione italiana porge il fianco a queste cose e molte donne ne approfittano.

Cose poco piacevoli: dopo la tua incoronazione sono venute fuori voci su una presunta vittoria combinata e come ‘prova’ sono state utilizzate delle foto tue e di Patrizia Mirigliani insieme a Roma.
Io ho visto il paparazzo mentre ce le faceva. Comunque quella era la mia prima uscita pubblica: sono stata la madrina di un’iniziativa promossa da una Onlus che opera nel campo delle malattie sessualmente trasmissibili e poi a Roma ci sono gli uffici della Miren e io e Patrizia abbiamo mangiato insieme. Se fosse stata scattata prima del concorso avrei pensato male anch’io, ma non è così. Per cui non ci faccio caso: rispondere a queste cose significa dare loro importanza e non ho intenzione di farlo.

Abbiamo seguito il tuo intervento a L’Aria che tira, dove hai parlato di occupazione giovanile (che non c’è) e del tuo progetto di diventare avvocato internazionalista, una professione non comune. Da che cosa nasce questa tua passione?
Ho sempre avuto un grande interesse per l’ambito internazionale. Al liceo pensavo di intraprendere la carriera diplomatica, poi ho capito che sarebbe stata troppo sacrificante. L’avvocato internazionalista unisce l’aspetto forense a quello internazionale e ho pensato che avrebbe potuto essere un buon ‘compromesso’, per così dire.

Tornando invece al mondo che ti ha aperto Miss Italia, quali sono i tuoi prossimi impegni?
Parteciperò a diversi eventi ‘istituzionali’ per gli sponsor di Miss Italia e poi ad altri collegati alla mia figura e al mio ruolo. A giugno invece decideremo insieme con lo staff che fare del mio futuro…

Moda o recitazione?
Più conduzione! Però in molti nel settore mi stanno consigliando di fare cinema…

Ci parli della Giulia casalinga?
Sono una studentessa fuorisede: nel weekend torno a Milano, dove vivo con la mia migliore amica, e faccio la spesa, cucino, esco… Le cose di sempre. Mantenere la routine per me è fondamentale. Mi piacciono molto le serie tv come N.C.I.S., CSI, ma la tv ormai la vedo solo più di notte, in orari assurdi, quando sono in albergo…

Noi siamo un magazine di moda, per cui la domanda è naturale: qual è il tuo outfit preferito? E uno con il quale invece proprio non ti trovi a tuo agio?
Allora, mai sicuramente abiti troppo vistosi, tipo con paillettes, pietre e colori accesi. Se aprite il mio armadio invece ci trovate una valanga di jeans e camicie (ride)! Sono il mio jolly sempre, in inverno e in estate!

Un’ultima domanda: consiglieresti l’esperienza di Miss Italia?
Consiglio di farla come esperienza, per l’appunto, non come unica opportunità. E’ formativa: se va bene vieni notata, vinci una fascia, ti si aprono delle porte. Se va male invece è un bellissimo bagaglio di ricordi e di esperienza.

Foto by Facebook

Impostazioni privacy