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Alta moda Roma, stop da gennaio 2015: stilisti in rivolta, la Curiel scrive a Renzi

Redazione 21 Dicembre 2014

Pochi giorni fa la notizia spiazzante: “Stop definitivo ad AltaRoma altamoda“, la sfilata di haute couture della Capitale la cui prossima edizione era stata già stabilita per gennaio 2015. Un fulmine a ciel sereno che in una manciata di minuti ha lasciato senza parole modelle, sarte, ricamatrici, hairstylist, stilisti e i tanti addetti del settore che già da mesi stavano preparando l’evento. Ma dal Comune la decisione è arrivata ormai a giochi fatti: “Il Campidoglio lascerà le società partecipate che non rientrano nelle attività strategiche proprie del Comune“, ha dichiarato il sindaco Marino.

Di fronte a queste poche ma chiare parole c’è chi a tacere non ce l’ha fatta e a smettere di lavorare per Altaroma neanche. Si tratta di Lella Curiel, casa di moda prestigiosa e storica nelle sfilate della kermesse modaiola capitolina: “Non volevo crederci, il Paese è allo sfascio, Roma è così ‘sputtanata’ che era proprio il momento per fare qualcosa di bello – ha detto la stilista del marchio – martedì 16 dicembre ho scritto anche una lettera al presidente Renzi perché so che capisce l’importanza e il valore del made in Italy nel mondo – ha poi sottolineato – ma ancora non mi ha risposto“.

Impossibile fermare una kermesse come Altaroma. A pensarla così sono in tanti (tutti per la verità). Di “doccia fredda” ha parlato Giada Curti, designer scoperta proprio da AltaRoma; “un grave danno per l’immagine, non solo per la moda, ma per Roma e per l’Italia intera“, ha affermato Sabrina Persechino. “Addolorato perché da Roma ci aspettavamo qualcosa di più, invece si è fatto un doppio balco all’indietro“, si è detto l’imprenditore di Sarli Massimo Anselmi. E la scia delle proteste da parte degli stilisti continua.

Un’atmosfera di delusione, di profonda amarezza e anche un bel po’ di rabbia si respira in queste ore a Roma. “Come si fa?” si domandano le case di moda. E come sempre accade nei momenti di difficoltà c’è chi si tira su le maniche e per non fare crollare tutto cerca una soluzione. Una prima proposta è arrivata da Renato Balestra che avrebbe in mente di allestire passerelle, camerini e quant’altro nel suo villino in via Cola di Rienzo. Una seconda dalla Persechino che ha indicato il Vecchio Lanificio al Gazometro per la manifestazione di haute couture. Una terza è infine giunta da Giada Curti che ha pensato a un evento fai da te: “Ho sentito qualche collega e forse, sempre per fine gennaio, tenteremo di organizzare un evento di moda ‘autogestito’. Se AltaRoma, per l’occasione, ci prestasse almeno il nome, forse riusciremo almeno a contenere i danni“.

C’è delusione ma non sconforto dunque tra gli stilisti che non hanno alcuna intenzione di arrendersi, ma anzi di ripartire proprio da qui, proprio da questo spiazzante stop di AltaRoma.

Foto by Twitter

Tags: altaroma Giada Curti Lella Curiel Matteo Renzi Renato Balestra Sabrina Persechino

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