Alberto Cacciari, stilista di Keyrà: “Vestire le curvy dà molta più soddisfazione”

Ad Alberto Cacciari, stilista e patron del brand Keyrà, oggi partner di Miss Italia (vestirà lui le ragazze che arriveranno in finale nella categoria curvy), il suo lavoro piace davvero. Lo si capisce dalla passione con cui si racconta e con cui ricorda gli esordi della sua avventura nel mondo del fashion. Figlio d’arte, suo padre aveva una maglificio, era poco più di un ragazzo quando, nel 1984, aprì il suo primo brand d’abbigliamento “taglie comode”, Over. Poi, circa 8 anni fa, è arrivata Keyrà, la linea di abiti più alla moda e pensata per donne giovani e meno giovani ma soprattutto, come dice proprio il designer, “non anoressiche”.

Alberto, come mai ha scelto di specializzarsi nel settore curvy?
Perché le donne più formose danno più soddisfazione. A parte gli scherzi, io nel mondo della moda ci sono nato e mi sono sempre occupato anche del rapporto con i clienti. Quando abbiamo iniziato a produrre taglie più grandi le donne che provavano i nostri abiti rimanevano entusiaste, perché non erano più obbligate a vestire “sacchi” informi, ma potevano avere anche loro capi di tendenza.

Sono tanti anni che vi occupate di “donne formose”. Come è cambiato il mercato?
Sicuramente è in ripresa, dopo aver passato qualche anno buio. Oggi anche le donne con le curve, che poi secondo me sono le donne vere, vogliono poter andare in un negozio e scegliere i propri vestiti senza dover rinunciare a nulla. E credo anche sia giusto. Trovo assurdo che in Italia le taglie debbano finire a una 44/46. Una ragazza che veste una 48/50 non è obesa, magari è solo alta o ha una conformazione fisica più imponente. Ma questo non significa che sia brutta o che debba accontentarsi degli abiti per le signore di una cerca età.

Negli altri Paesi è diverso?
Assolutamente sì. In America, ma anche nella più vicina Germania, un abito viene concepito per vestire tutte le donne, dalle più “secchette”, passatemi il termine, alle più abbondanti. Ed è questo che vorrei arrivare a fare anche io con Keyrà, mi piacerebbe che ci fosse una maggiore apertura anche nel nostro Paese.

Dove si possono trovare gli abiti Keyrà e quali sono i prezzi?
Sul nostro sito ci sono gli indirizzi dei vari negozi che espongono la nostra merce e a Cesenatico da circa 6 mesi c’è uno store monomarca, è un esperimento, vedremo come andrà. Per quanto riguarda i prezzi, invece, diciamo che siamo su una fascia medio/alta, dai 69 euro per gli abiti in su. Ma ci tengo a dire che i nostri prodotti sono tutti “made in Italy”, anzi “made in Emilia Romagna” per lo più, e che dietro ogni pantalone, maglia o gonna c’è la massima attenzione sartoriale.

Parliamo di Miss Italia. Come nasce la vostra collaborazione con lo storico concorso di bellezza?
Semplice: il passa parola, che ancora oggi secondo me è la migliore forma di pubblicità. In questo caso è stata Elisa D’Ospina a metterci in contatto con l’organizzazione.

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Come mai?
Quando Elisa ha iniziato la sua avventura nella moda, ha iniziato da noi. All’epoca era una ragazza sconosciuta con tanti sogni di gloria in testa. Ha lavorato per noi e fatto qualche sfilata e, come ha raccontato lei stessa nel suo libro pubblicato l’anno scorso anno, la cosa che le è piaciuta di più è stata proprio questo poter scegliere senza alcun problema e il non sentirsi discriminata per questo. Nel senso: “se una 50 non ti sta bene ti prendiamo una 52” e così via.

E poi?
Poi, quando hanno aperto le porte del concorso anche alle ragazze curvy, cercavano un brand che potesse vestirle ed Elisa che è in giuria ha parlato di noi.

Una bella soddisfazione quindi…
Sì. Come lo è stata incontrare le Miss in concorso, far provare loro i nostri abiti e vedere come erano contente. Con tanti anni di lavoro alle spalle, ancora oggi per me leggere sul volto di una donna la felicità per poter indossare un determinato capo è la gioia più grande.

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