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“Chicche di stile”: il pizzo

Redazione 19 Aprile 2016
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Per la nostra rubrica “Chicche di stile” parliamo di un tessuto raffinato: il pizzo

Il pizzo è uno dei tessuti più belli ed apprezzati di ogni tempo, ma quando ha iniziato a diffondersi? Anche se non può essere stabilita una data precisa per la sua invenzione, è molto probabile che ciò che noi oggi consideriamo pizzo abbia iniziato a diffondersi nei primi anni del Cinquecento. Tessuti aperti e reti sottili dall’effetto simile al pizzo sono sempre esistiti, ma le loro tecniche di tessitura erano ancora lontane da quello che poi è diventato il vero e proprio pizzo come poi è stato sviluppato nella cultura europea. I primi riferimenti alla parola “pizzo” appaiono in testi in lingua inglese nel XVII secolo e vi sono molte testimonianze pittoriche della sua diffusione a già partire dalla fine del XV secolo. Dal pizzo, nel corso dei secoli, si sono poi evolute altre tecniche e, sebbene sia quasi impossibile stabilire in quale luogo abbia avuto origine, in realtà in Italia Venezia è la città dove trovò inizialmente la sua maggiore diffusione.

Chicche di stile: il pizzo

Nel 1600 il pizzo di alta qualità era lavorato in molti centri in tutta Europa, tra cui le Fiandre, la Spagna, la Francia e l’Inghilterra, diffondendosi anche negli accessori: bordi i guanti, roselline su scarpe, giacche e cinture e decorazioni per altri indumenti. Verso la metà del XVII secolo si affinarono le tecniche di lavorazione in tessiture più complesse. La rivoluzione industriale in Gran Bretagna portò con sé un profondo cambiamento e verso la fine del XVIII secolo iniziarono a essere prodotti i primi tessuti a macchina, ma fu solo nel 1809 che John Heathcoat inventò delle macchine speciali e le trasferì proprio e iniziò la lavorazione dei Dentelle de Calais Leavers, una tipologia di pizzo che divenne il pizzo migliore del mondo per l’alta definizione del suo disegno e per la sua particolare finezza. Sinonimo di grande eleganza, al punto che Napoleone lo rese obbligatorio nell’abbigliamento di corte, il pizzo, detto anche trina o merletto si diffuse rapidamente anche presso le corti di tutto il mondo, dalla Regina Vittoria alla Regina Elisabetta. Indimenticabili gli abiti da sposa di Grace Kelly, Lady Diana e Kate Middleton.

Chicche di stile: il pizzo

Vi sono diversi tipi di pizzo:

  • Chantilly laminato, con un filo metallico aggiunto alla trama in fase di filatura che accentua la preziosità del tessuto. È di solito usato per abiti da sera o da cerimonia;
  • Chantilly ricamato: pizzo ricamato a mano lo rende ancora più prezioso. In passato si utilizzava per la biancheria intima, oggi si usa principalmente per abiti da sposa e cerimonia;
  • Rebrodè: è un ricamo a rilievo che può essere eseguito sopra a un tessuto di pizzo, di tulle o sulla seta;
  • Pizzo tulle ricamato a rilievo: leggero e trasparente, con maglie molto piccole ed esagonali, si ritrova in molte varianti anche ricamati con perline.
  • Pizzo rebrodè con ricamo di paillettes: il cui ricamo a rilievo è arricchito di paillettes o perline;
  • Pizzo Macramé: un ricamo realizzato con un intreccio annodato.

Chicche di stile: il pizzo

La parola deriva dalla lingua araba mahramatun (fazzoletto) o da migramah (frangia per guarnizione) e rame: nodo. Le varianti di nodo sono molte: piatto, semplice ,mezzonodo, scoubidou.Poi vi è il cosiddetto merletto a tombolo, un pizzo ottenuto intrecciando da 4 a 400 fili, molto delicato e raffinato, viene realizzato con filo di cotone molto sottile e la sua lavorazione richiede molta abilità. Tra i pizzi a tombolo quelli più noti sono quello di Bruxelles, contraddistinto da un particolare disegno di fiori e foglie, di Fiandra con decorazioni tessute in modo da ottenere effetto lucido-opaco e Valencienne, molto leggero, dall’aspetto velato, solitamente in lino di Burano. Infinite varianti dunque per un tessuto estremamente elegante, simbolo di romanticismo, non a caso scelto dalle donne di tutti i tempi per gli abiti da sposa.

Photo Credits: Twitter

Tags: Chicche di stile macramè pizzo tessuto

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