
OpéraSport apre la Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027 con “GROWTH”: natura, rinnovamento e diversità in passerella
C’è un momento preciso in cui una settimana della moda smette di essere un calendario di appuntamenti e diventa qualcosa di più: un punto di vista sul mondo, una dichiarazione collettiva su chi siamo e dove stiamo andando. La Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027 ha trovato quel momento già alla sua prima sfilata, quando OpéraSport ha aperto la kermesse danese il 3 agosto 2026 nei giardini di Carl Jacobsen, portando in passerella una collezione intitolata GROWTH — crescita, nel senso più ampio e poetico del termine. Non soltanto un tema stagionale, ma una filosofia di esistenza tradotta in abiti, silhouette e scelte di casting che hanno dato il tono all’intera settimana.
Il contesto: Copenhagen Fashion Week e la sua identità unica nel panorama globale
Prima di entrare nel cuore della collezione, vale la pena capire perché Copenhagen Fashion Week occupi oggi un posto così particolare nell’immaginario della moda internazionale. La settimana della moda di Copenaghen — che per l’edizione primavera-estate 2027 si è svolta dal 3 al 7 agosto 2026 — non compete con Parigi, Milano o New York sul terreno del lusso tradizionale o del volume commerciale. Compete, e spesso vince, su un terreno diverso: quello dei valori, dell’estetica coerente con un modo di vivere e della capacità di anticipare direzioni culturali che il resto dell’industria impiegherà anni ad assorbire.
Con oltre 34 sfilate e presentazioni in programma nell’arco di cinque giorni, la CPHFW 2027 si conferma come uno degli appuntamenti più densi e significativi della stagione internazionale. Come riconosce Vogue, Copenhagen Fashion Week è oggi in prima linea quando si tratta di sostenibilità e diversità corporea sulle passerelle — due temi che non sono slogan di marketing ma criteri concreti con cui i brand vengono selezionati e valutati. In questo ecosistema, la scelta di affidare l’apertura della settimana a OpéraSport non è casuale: è una dichiarazione di intenti.
OpéraSport: il brand che ha trasformato il concetto di sportswear nordico
Fondata a Copenaghen nel 2019 da Stephanie Gundelach e Awa Malina Stelter, OpéraSport ha costruito in pochi anni un’identità riconoscibilissima, capace di muoversi con fluidità tra sportswear e formalwear, tra funzionalità e bellezza, tra radici scandinave e influenze globali. Il nome stesso è un manifesto: “opéra” evoca grandiosità, emozione, teatralità; “sport” richiama il corpo in movimento, la praticità, la vita reale. La sintesi tra questi due mondi è esattamente ciò che Gundelach e Stelter hanno saputo costruire, stagione dopo stagione, con una coerenza stilistica che raramente si trova in brand così giovani.
Il loro approccio al design parte sempre da un concetto forte — non una tendenza stagionale da inseguire, ma un’idea da esplorare in profondità. E per la collezione primavera-estate 2027, quell’idea è GROWTH: crescita come processo naturale, come trasformazione continua, come capacità di tornare e rinnovarsi senza perdere la propria essenza.
“GROWTH”: la collezione ispirata ai giardini di Carl Jacobsen
La scelta della location per la sfilata non è mai decorativa, in OpéraSport: è parte integrante del messaggio. I giardini di Carl Jacobsen — uno spazio in cui natura, simbolismo e architettura coesistono in un equilibrio silenzioso — hanno fornito non solo la cornice visiva della sfilata, ma il vocabolario concettuale dell’intera collezione. Carl Jacobsen, il fondatore della Carlsberg, era un appassionato collezionista d’arte e un mecenate della cultura danese; i suoi giardini riflettono questa sensibilità, combinando rigore formale e abbondanza naturale, struttura e spontaneità.
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È esattamente questa tensione che OpéraSport ha tradotto in abiti. La collezione GROWTH esplora temi di continuità, ripetizione e rinnovamento, dove le forme evolvono, ritornano e si trasformano nel tempo. Non si tratta di un’estetica della rottura — niente shock visivi gratuiti, niente provocazioni fini a se stesse — ma di un’estetica della maturazione: come una pianta che cresce seguendo la propria logica interna, adattandosi all’ambiente senza tradire la propria natura.
In termini di guardaroba, questo si traduce in silhouette che sembrano familiari ma contengono sempre una piccola sorpresa: una piega inaspettata, una sovrapposizione di materiali, un dettaglio costruttivo che rivela la cura sartoriale dietro l’apparente semplicità. I colori richiamano il giardino nella sua palette più quieta — verdi muschiati, beige terrosi, bianchi leggermente invecchiati, tocchi di ruggine e ocra — ma reinterpretati con la pulizia grafica che è una delle firme del brand.
Laila Hasanovic in passerella: quando il casting è già un messaggio
Tra le modelle che hanno camminato per OpéraSport durante la sfilata di apertura della Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027, spicca il nome di Laila Hasanovic, confermato dalle fonti. La presenza di Hasanovic in passerella è un dettaglio che merita attenzione, perché il casting di una sfilata — chi cammina, come cammina, quale storia porta con sé — è parte integrante del messaggio che un brand vuole comunicare. In un contesto come quello di CPHFW, dove la diversità corporea è un valore dichiarato e praticato, ogni scelta di casting è anche una scelta culturale.
OpéraSport ha sempre curato questa dimensione con attenzione: il loro approccio al casting riflette la stessa filosofia che anima il design, ovvero l’idea che la bellezza non sia un parametro fisso ma un processo in evoluzione, esattamente come la natura che ispira GROWTH. Vedere Hasanovic in passerella in un contesto così carico di significato è un momento che i fotografi presenti ai giardini di Carl Jacobsen hanno catturato con cura, e che le immagini della sfilata restituiscono con tutta la loro forza visiva.
CPHFW e la leadership sulla diversità corporea: un primato concreto

Uno degli aspetti più significativi della Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027 — e che OpéraSport incarna in modo particolarmente eloquente aprendo la settimana — è la posizione di leadership che la kermesse danese ha conquistato sul tema della diversità corporea nelle sfilate. Non si tratta di un’affermazione vaga: come documenta Vogue, Copenhagen Fashion Week è oggi in prima linea su questo fronte, con standard concreti che i brand partecipanti sono chiamati a rispettare.
Questo significa che il casting delle sfilate danesi riflette una gamma di corpi, età e storie fisiche che raramente si vede nelle settimane della moda di altre capitali. Non come gesto simbolico da compiere una volta per ottenere visibilità mediatica, ma come pratica sistematica e continuativa. Il risultato è che le passerelle di Copenaghen sembrano, più di qualsiasi altra, abitate da persone reali — il che, paradossalmente, le rende ancora più aspirazionali, perché permettono a chi guarda di immaginarsi davvero in quegli abiti.
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OpéraSport, con la sua storia di cinque anni e la sua filosofia di design incentrata sull’evoluzione e sulla trasformazione, è uno dei brand che meglio incarna questo approccio. La collezione GROWTH non è pensata per un corpo ideale astratto, ma per corpi che vivono, che cambiano, che crescono — proprio come la natura che la ispira.
Il significato di aprire la settimana: perché la prima sfilata conta
Aprire una settimana della moda è un privilegio e una responsabilità. Il primo show dà il tono a tutto ciò che segue: stabilisce un’atmosfera, propone una conversazione, invita il pubblico — editor, buyer, fotografi, influencer, appassionati — a sintonizzarsi su una certa frequenza. La scelta di affidare ad OpéraSport l’apertura della Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027 dice molto su dove CPHFW vuole posizionarsi in questo momento storico.
Non all’inseguimento del lusso tradizionale, non alla ricerca di grandi nomi internazionali che portino visibilità prestata. Ma nella direzione di un’estetica profondamente radicata — nel territorio, nella cultura, nella filosofia — che parla con voce propria e non ha bisogno di imitare nessuno. OpéraSport, fondata solo nel 2019, ha già quella voce. E la collezione GROWTH, presentata nei giardini di Carl Jacobsen in una mattina di agosto, ha dimostrato che quella voce sa anche emozionare.
Come si indossa “GROWTH”: spunti di stile per la primavera-estate 2027
Al di là del significato culturale e concettuale, GROWTH è anche — e soprattutto — una collezione da indossare. E le direzioni stilistiche che propone sono perfettamente in linea con il modo in cui vogliamo vestirci nella primavera-estate 2027: con intenzione, con qualità, con una certa leggerezza di spirito.
- La palette naturale come base: i toni terrosi e vegetali di GROWTH si abbinano facilmente tra loro e con i neutri classici. Un capo in verde muschiato funziona con il beige, con il bianco ottico, con il marrone cuoio. È una palette che non stanca e che si presta a mix stagionali anche con pezzi già presenti nel guardaroba.
- Le sovrapposizioni come tecnica: l’approccio di OpéraSport alle sovrapposizioni di materiali e forme suggerisce un modo di vestirsi per strati che non è solo funzionale ma visivamente interessante. Una blusa strutturata sotto una giacca morbida, un abito leggero sopra una t-shirt a costine — la logica è quella della crescita per accumulo, dove ogni strato aggiunge senza soffocare.
- La qualità costruttiva come investimento: i pezzi OpéraSport non sono fast fashion, e il loro prezzo lo riflette. Ma la filosofia della collezione — continuità, rinnovamento, trasformazione nel tempo — si applica anche all’approccio agli acquisti: meglio un capo che dura e che evolve con chi lo porta, piuttosto che dieci pezzi che esauriscono la loro funzione in una stagione.
- Il comfort come estetica: lo sportswear di OpéraSport non è mai pigro. È sportswear che ha studiato il corpo e il movimento, che sa come una spalla deve cadere e come un tessuto deve respirare. Indossarlo significa muoversi bene — e muoversi bene, nella primavera-estate 2027, è già uno statement di stile.
- Gli accessori in dialogo con la natura: per completare un look ispirato a GROWTH, puntate su accessori che richiamino materiali naturali — cuoio non trattato, raffia, lino, ceramica. Evitate il metallico aggressivo e preferite finiture opache o leggermente patinate, in linea con l’estetica di un giardino vissuto e amato.
Dove seguire OpéraSport e la Copenhagen Fashion Week
Per chi vuole approfondire la collezione GROWTH e seguire l’evoluzione di OpéraSport, il sito ufficiale del brand su Copenhagen Fashion Week è il punto di partenza più completo, con immagini della sfilata, note di collezione e informazioni sul brand. Le fotografie dei giardini di Carl Jacobsen restituiscono il clima della sfilata con una chiarezza che nessuna descrizione può eguagliare: la luce di agosto, la vegetazione come quinta scenica, i look che si muovono nello spazio con quella naturalezza che è la firma stilistica di Gundelach e Stelter.
Con oltre 34 sfilate e presentazioni in programma nell’arco dei cinque giorni della settimana, la CPHFW primavera-estate 2027 offre un panorama ricchissimo da esplorare — ma il punto di partenza, scelto non a caso dagli organizzatori, è stato questo: una collezione che si chiama GROWTH, in un giardino che porta il nome di uno dei grandi mecenati della cultura danese, presentata da un brand che in soli sette anni ha già ridefinito cosa significa fare moda a Copenaghen.
Conclusione: GROWTH come metafora di una moda che matura
La Copenhagen Fashion Week primavera-estate 2027 si apre, dunque, con un gesto che è allo stesso tempo modesto e ambizioso: modesto nella scelta di un giardino come palcoscenico, nella palette quieta, nell’estetica che non urla; ambizioso nella profondità concettuale, nella coerenza dei valori, nella capacità di fare della crescita — personale, naturale, culturale — il centro di una conversazione sulla moda che va ben oltre gli abiti. OpéraSport, fondata da Stephanie Gundelach e Awa Malina Stelter nel 2019, ha dimostrato ancora una volta che il futuro della moda non si costruisce inseguendo le tendenze, ma coltivandole — come si coltiva un giardino, con pazienza, con cura, e con la certezza che ciò che si semina tornerà, trasformato, più bello di prima.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
