Esistono regali che durano una stagione e regali che durano una vita. I libri sulla moda appartengono decisamente alla seconda categoria: capaci di raccontare il dietro le quinte di una maison, di restituire l’atmosfera di una sfilata memorabile o di ripercorrere la biografia di uno stilista attraverso immagini e parole che nessun feed social potrebbe mai contenere. In un momento in cui la cultura della moda viene finalmente riconosciuta al pari di qualsiasi altra forma d’arte, costruire una piccola biblioteca di stile è un atto tanto estetico quanto intellettuale — e Schiaparelli Anglomaniac, curato da Thierry-Maxime Loriot con prefazione di Dua Lipa e pubblicato da SKIRA, è il titolo più desiderato del momento.
Perché un libro di moda è molto più di un coffee table book
C’è ancora chi considera i libri di moda poco più che oggetti decorativi, belli da esporre sul tavolino del salotto ma raramente letti davvero. È un pregiudizio che resiste, ma che le pubblicazioni più recenti stanno smontando con forza. I migliori volumi del settore non si limitano a raccogliere fotografie di abiti: costruiscono narrazioni, indagano contesti storici, esplorano l’intreccio tra moda, arte, politica e identità culturale. Leggere un libro sulla genesi di una collezione significa capire come un’idea — nata magari da un viaggio, da un quadro, da una conversazione — diventa un capo che poi finisce sulle spalle di milioni di persone.
La moda è uno dei pochi linguaggi universali che attraversa le classi sociali, le geografie e le generazioni. Un libro sa fermare questo linguaggio, analizzarlo, renderlo permanente. Ed è per questo che i libri sulla moda sono diventati oggetti di culto non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque abbia un interesse genuino per lo stile inteso come espressione culturale.
Il mercato editoriale dedicato alla moda è cresciuto in modo significativo nell’ultimo decennio. Le grandi case editrici d’arte — da SKIRA a Rizzoli, da Thames & Hudson ad Assouline — hanno capito che il pubblico dei fashion enthusiast è curioso, esigente e disposto a investire in un volume curato. Il risultato è una produzione sempre più ricca, che spazia dalle monografie sulle grandi maison ai saggi critici, dalle raccolte fotografiche ai diari di stilisti.
Schiaparelli Anglomaniac: il volume dell’anno
Al centro di qualsiasi selezione di libri sulla moda da regalare in questo momento c’è Schiaparelli Anglomaniac, curato da Thierry-Maxime Loriot e pubblicato da SKIRA. Il volume esplora il dialogo creativo tra la maison Schiaparelli e una comunità di oltre cinquanta contributors — artisti, fotografi, critici, figure del mondo della cultura — che hanno contribuito a costruire l’immaginario visivo e concettuale della casa di moda.
La prefazione firmata da Dua Lipa non è un semplice endorsement celebrativo: la cantante, da tempo riconosciuta come una delle icone di stile più influenti della scena contemporanea, porta uno sguardo personale e autentico sul rapporto tra musica, immagine e moda. La sua presenza in apertura del volume è un segnale preciso: Schiaparelli Anglomaniac non si rivolge soltanto agli esperti del settore, ma a chiunque senta la moda come parte integrante della propria identità culturale.
Il titolo stesso — Anglomaniac — è un omaggio diretto a Elsa Schiaparelli, la fondatrice della maison, che usò questo termine per descrivere la sua fascinazione per la cultura e l’estetica britannica. Schiaparelli fu una delle figure più rivoluzionarie della moda del Novecento: amica di artisti surrealisti, inventrice del rosa shocking, capace di trasformare un abito in un manifesto culturale. Il volume ne raccoglie l’eredità proiettandola nel presente, mostrando come quella visione continui a generare conversazioni creative a quasi un secolo di distanza.
Pubblicato da SKIRA, casa editrice milanese con una lunga tradizione nella produzione di volumi d’arte e cultura, Schiaparelli Anglomaniac si distingue anche sul piano editoriale: la qualità della carta, la cura nella riproduzione delle immagini, la scelta tipografica sono elementi che fanno di questo libro un oggetto prezioso in sé, prima ancora di aprirlo. È il tipo di volume che si regala con la certezza che verrà conservato, sfogliato più volte, mostrato agli ospiti.
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Come costruire una biblioteca di stile: i filoni da esplorare
Una selezione di libri sulla moda davvero completa dovrebbe coprire più filoni tematici, perché la moda stessa è un universo multidisciplinare. Ecco i principali ambiti da esplorare quando si vuole costruire — o regalare — una piccola biblioteca di stile.
Le monografie sulle grandi maison
Sono i volumi più immediatamente riconoscibili: quelli dedicati a una singola casa di moda, dalla fondazione alle collezioni più recenti. Le grandi maison francesi — Chanel, Dior, Balenciaga, Givenchy — hanno tutte una produzione editoriale ricchissima, spesso realizzata in collaborazione con gli archivi ufficiali. Questi libri permettono di vedere come un’estetica si evolve nel tempo, come cambia con i direttori creativi, come risponde ai mutamenti culturali e sociali. Sono strumenti di comprensione storica oltre che oggetti di bellezza.
Lo stesso vale per le maison italiane: Valentino, Versace, Gucci, Prada hanno tutte ispirato volumi monumentali che raccontano non solo le collezioni, ma le personalità creative che le hanno animate. Sfogliare un libro su Valentino Garavani significa entrare in un mondo fatto di rosso couture, di eleganza senza compromessi, di una visione della femminilità che ha attraversato decenni senza perdere coerenza.
Le biografie degli stilisti
Diversi dai volumi istituzionali delle maison, le biografie degli stilisti sono spesso le letture più appassionanti. Raccontano vite straordinarie, percorsi creativi, momenti di crisi e di trionfo, relazioni con muse e collaboratori. La biografia di Yves Saint Laurent, per esempio, è inseparabile dalla storia della moda del secondo Novecento: capire la sua vita significa capire come la moda ha cambiato il modo in cui le donne si vestono e si percepiscono.
Le biografie più riuscite non si limitano alla cronaca: analizzano il metodo creativo, il rapporto con i tessuti e i materiali, le influenze artistiche e letterarie. Sono letture che arricchiscono la comprensione di qualsiasi guardaroba, perché mostrano che dietro ogni capo c’è una storia di ricerca, di scelta, di visione.
I saggi critici e teorici
Per chi vuole andare oltre la superficie, i saggi critici sulla moda sono una categoria imprescindibile. Autori come Roland Barthes — con il suo Il sistema della moda — hanno aperto la strada a una riflessione semiotica sul vestire che ancora oggi è un punto di riferimento. Ma esistono anche testi più recenti, scritti da critici e accademici che analizzano la moda attraverso le lenti del femminismo, degli studi postcoloniali, dell’economia politica.
Questi volumi non sono sempre di lettura immediata, ma offrono strumenti concettuali preziosi. Capire perché ci vestiamo come ci vestiamo, quali messaggi inviamo attraverso i nostri abiti, come la moda costruisce e decostruisce le identità di genere e di classe: sono domande che i saggi critici affrontano con rigore e profondità.
Le raccolte fotografiche
La fotografia di moda è un’arte a sé stante, e i volumi dedicati ai grandi fotografi del settore sono tra i libri sulla moda più visivamente potenti. Helmut Newton, Richard Avedon, Irving Penn, Peter Lindbergh: ognuno di questi nomi corrisponde a una visione del corpo, della luce, dello spazio che ha definito epoche intere. Le loro raccolte fotografiche sono al tempo stesso documenti storici e opere d’arte.
Più recentemente, una nuova generazione di fotografi sta reinventando il linguaggio visivo della moda, spesso con un approccio più documentaristico e meno costruito. I volumi che raccolgono il loro lavoro sono finestre su un’estetica in movimento, capace di sorprendere e di interrogare.
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I diari creativi e i libri “dietro le quinte”
Una categoria in crescita è quella dei volumi che raccontano il processo creativo dall’interno: diari di stilisti, racconti di collaboratori, ricostruzioni del making-of di collezioni storiche. Questi libri hanno spesso un tono più personale e meno formale, e offrono uno sguardo privilegiato su ciò che accade negli atelier, nei backstage delle sfilate, nelle riunioni creative.
Sono letture particolarmente adatte a chi lavora nel settore o aspira a farlo, ma anche a chi è semplicemente curioso di capire come funziona davvero il sistema moda — ben lontano dall’immagine glamour e patinata che spesso viene proiettata all’esterno.
Come scegliere il libro giusto da regalare
Scegliere tra i tanti libri sulla moda disponibili può sembrare complicato, ma bastano poche domande per orientarsi. Prima di tutto: qual è il rapporto del destinatario con la moda? Un appassionato curioso ma non esperto sarà più a suo agio con una monografia visiva o una biografia narrativa. Un professionista del settore potrebbe apprezzare maggiormente un saggio critico o un volume di archivio.
Poi c’è la questione estetica: un libro di moda è anche un oggetto, e la sua presenza in una libreria o su un tavolino dice qualcosa di chi lo possiede. I volumi più grandi e lussuosi — come Schiaparelli Anglomaniac — sono perfetti come regali importanti, capaci di fare effetto anche prima di essere aperti. I volumi più compatti e tascabili sono invece ideali per una lettura più quotidiana, da portare in borsa o da tenere sul comodino.
Infine, vale la pena considerare la lingua: molti dei migliori libri di moda esistono in edizione originale francese o inglese, e alcune edizioni italiane perdono qualcosa nella traduzione. Se il destinatario ha dimestichezza con l’inglese, spesso vale la pena optare per l’edizione originale.
La moda come cultura: perché leggere fa bene allo stile
C’è un paradosso apparente nel parlare di libri sulla moda: la moda è per definizione effimera, stagionale, legata al momento presente. I libri, al contrario, sono permanenti, costruiti per durare. Eppure è proprio questa tensione a renderli così preziosi. Un volume sulla storia del tailleur femminile, per esempio, non solo racconta il passato: aiuta a capire perché certi capi continuano a tornare, perché alcune silhouette sembrano sempre contemporanee, come la moda costruisce e ricostruisce le sue stesse tradizioni.
Leggere di moda, studiarne la storia e la teoria, significa sviluppare un occhio più critico e consapevole. Significa non subire le tendenze passivamente, ma saperle leggere, contestualizzare, scegliere quelle che hanno senso per il proprio stile personale. È un’educazione visiva che si accumula nel tempo, strato dopo strato, libro dopo libro.
Per chi vuole approfondire il mondo dell’editoria d’arte e di moda, il Victoria and Albert Museum di Londra offre una selezione editoriale di riferimento, con volumi legati alle proprie collezioni e mostre permanenti dedicati alla storia del costume e del tessile.
Costruire una biblioteca di stile è un progetto lento, personale, fatto di scoperte e di ritorni. Non esiste una lista perfetta e universale: esiste quella giusta per chi si è, per cosa si ama, per dove si vuole andare. Schiaparelli Anglomaniac è un ottimo punto di partenza — o un degno coronamento — per qualsiasi scaffale che voglia raccontare la moda come ciò che davvero è: una delle forme più vive e complesse di cultura contemporanea.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
