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The Gentlemen 2 su Netflix: l’estetica old money italiana e il potere nel nuovo capitolo di Guy Ritchie

The Gentlemen 2 debutta su Netflix il 3 settembre 2026 con la regia di Guy Ritchie. La serie si trasferisce al Lago Maggiore esplorando l'estetica old money italiana e il
Redazione Velvet 8 Settembre 2026
The Gentlemen 2 su Netflix: l'estetica old money italiana e il potere nel nuovo capitolo di Guy Ritchie
Immagine generata con AI

Dal 3 settembre 2026, The Gentlemen torna su Netflix con la sua seconda stagione e lo fa spostando radicalmente la geografia narrativa: dalle campagne inglesi alle rive del Lago Maggiore, dai manieri ereditati ai palazzi italiani dove il potere si esercita con discrezione assoluta. Un cambiamento di scenario che non è solo una scelta di produzione, ma una dichiarazione estetica precisa — e che, per chi guarda la serie attraverso la lente dello stile, offre molto più di una semplice storia criminale.

Da Londra al Lago Maggiore: il significato di uno spostamento

Guy Ritchie ha sempre saputo che l’ambientazione non è mai sfondo neutro. Nei suoi lavori migliori, i luoghi parlano quanto i personaggi: i vicoli di Londra in Lock, Stock and Two Smoking Barrels, le campagne inglesi nella prima stagione di The Gentlemen, dove le tenute aristocratiche diventavano scenari di un potere nascosto sotto strati di tradizione e buone maniere. Con The Gentlemen 2 su Netflix, il regista porta il racconto in Italia, e la scelta non è casuale.

Il Lago Maggiore è uno di quei luoghi che il mondo dell’alta borghesia europea ha sempre frequentato con discrezione. Non la Costiera Amalfitana, troppo fotografata e troppo rumorosa nei suoi colori. Non la Riviera, che appartiene ormai alla narrazione del jet set. Il Lago Maggiore è qualcosa di più silenzioso e più antico: ville che si specchiano sull’acqua, giardini che non cercano di stupire ma di durare, architetture che parlano di generazioni, non di stagioni. È il luogo perfetto per una storia di old money e di potere criminale che si veste da rispettabilità.

Il tagline ufficiale della seconda stagione — “Old money. New tricks” — sintetizza con eleganza questa tensione. Il denaro vecchio ha le sue regole, le sue architetture, il suo guardaroba. I nuovi trucchi sono quelli di chi vuole espandere un’operazione criminale in un contesto dove ogni pietra racconta secoli di storia. La combinazione è narrativamente esplosiva, e visivamente straordinaria.

Eddie Horniman, Duca di Halstead: l’aristocratico come personaggio di stile

Theo James riprende il ruolo di Eddie Horniman, ora con il titolo di Duca di Halstead. Nella prima stagione, Eddie era un aristocratico britannico che aveva ereditato la tenuta di famiglia insieme a una sorpresa tutt’altro che gradita: l’intera proprietà era al centro di un impero della cannabis. La seconda stagione lo trova in una posizione diversa — non più vittima inconsapevole di una situazione ereditata, ma protagonista attivo che cerca di espandere la sua operazione criminale verso l’Italia.

Dal punto di vista dello stile, il personaggio di Eddie è uno dei più interessanti della televisione contemporanea. Ritchie costruisce il suo protagonista come un uomo che non ha mai dovuto imparare a sembrare ricco, perché lo è stato da sempre. E questo si vede in ogni scelta di costume: i tessuti pesanti, i tagli senza tempo, la cravatta che non è mai troppo stretta né troppo larga, le scarpe che non brillano perché non hanno bisogno di brillare. È il codice old money nella sua forma più pura — quella che rifiuta l’ostentazione proprio perché non ha nulla da dimostrare.

Spostare questo personaggio in Italia, e più specificamente sulle rive del Lago Maggiore, significa metterlo a confronto con un’altra tradizione di ricchezza discreta. L’aristocrazia italiana del Nord ha le sue regole, i suoi simboli, le sue architetture. Il dialogo tra questi due mondi — quello anglosassone e quello italiano — è uno dei motori estetici più interessanti della stagione.

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Susie Glass e il potere femminile nell’estetica della serie

Kaya Scodelario torna nei panni di Susie Glass, la partner in affari di Eddie. Se Eddie incarna il codice old money britannico, Susie rappresenta qualcosa di diverso: è una donna che ha costruito il suo potere da zero, che conosce le regole del gioco ma non è vincolata dalla tradizione. La sua presenza nella serie è sempre stata un contrappunto visivo e narrativo al protagonista maschile — e nella seconda stagione, con il trasferimento in Italia, questo contrappunto si arricchisce di nuove sfumature.

Il guardaroba di Susie nella prima stagione era già notevole per la sua capacità di muoversi tra mondi diversi: abbastanza formale da essere credibile nei salotti dell’aristocrazia, abbastanza tagliente da non sembrare mai fuori posto in una trattativa pericolosa. Nella seconda stagione, con i palazzi del Lago Maggiore come sfondo, questo equilibrio diventa ancora più delicato — e visivamente più affascinante.

Il cast della serie include anche Giancarlo Esposito, Joely Richardson e Vinnie Jones, tre presenze che aggiungono ulteriori strati di complessità al racconto. Esposito, in particolare, porta con sé tutto il peso della sua presenza scenica — un attore che sa abitare il potere con una naturalezza che pochi possono permettersi.

Il Lago Maggiore come set: quando l’estetica italiana diventa protagonista

La scelta del Lago Maggiore come ambientazione principale della seconda stagione di The Gentlemen su Netflix merita un’analisi separata, perché dice molto sulla direzione estetica che Ritchie ha voluto imprimere alla serie. Dai country estate inglesi ai palazzi italiani: il salto non è solo geografico, è culturale, architettonico, quasi filosofico.

I palazzi del Lago Maggiore appartengono a una tradizione costruttiva che ha pochi equivalenti in Europa. Non sono castelli medievali, non sono ville rinascimentali nel senso più strettamente fiorentino del termine. Sono qualcosa di più composito: edifici che hanno attraversato secoli, che hanno assorbito stili diversi, che portano nel loro DNA la stratificazione del tempo. È un’architettura che non grida, che non ha bisogno di spiegazioni, che si impone semplicemente per quello che è.

Per una storia di old money e potere criminale, è il contesto ideale. Il crimine organizzato, nella narrativa di Ritchie, non si nasconde nelle periferie degradate ma si mimetizza nell’eleganza. E il Lago Maggiore offre un’eleganza che non ha bisogno di essere costruita: è già lì, depositata da generazioni di famiglie che hanno saputo abitare quei luoghi con discrezione e continuità.

The Gentlemen 2 su Netflix: l'estetica old money italiana e il potere nel nuovo capitolo di Guy Ritchie (2)
Immagine generata con AI

Questo è uno degli aspetti più interessanti di The Gentlemen 2 su Netflix dal punto di vista estetico: la serie usa l’Italia non come cartolina turistica, non come stereotipo mediterraneo, ma come luogo di potere autentico. Un potere che si esprime attraverso la qualità dei materiali, la proporzione degli spazi, la cura dei giardini, il silenzio delle acque del lago al mattino.

Il codice visivo dell’old money: come si traduce in stile reale

Una delle ragioni per cui The Gentlemen ha conquistato un pubblico così ampio fin dalla prima stagione è la sua capacità di rendere il codice old money visivamente comprensibile e, in qualche modo, desiderabile. Non si tratta di lusso ostentato — niente loghi in evidenza, niente accessori urlati, niente di quello che il mondo della moda chiama logomania. Si tratta di qualcosa di più sottile e, alla fine, più influente.

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Il codice old money che la serie propone si basa su alcuni principi chiari:

  • La qualità dei materiali: lana pesante, lino non stirato alla perfezione, pelle che ha già una storia. I capi sembrano vissuti perché lo sono — o perché sono stati scelti per sembrarlo.
  • Il taglio senza tempo: niente che gridi la stagione in corso. Un cappotto che potrebbe essere del 1985 o del 2026, e non ha importanza perché la sua qualità lo rende permanente.
  • La palette cromatica: verde bosco, blu notte, grigio pietra, beige sabbia. Colori che non invecchiano, che non dipendono dalla tendenza del momento, che parlano di continuità.
  • Gli accessori come firma discreta: un orologio meccanico senza complicazioni inutili, una cintura in pelle di qualità, scarpe che non hanno bisogno di essere lucidate ogni giorno perché la loro forma parla da sola.

Questi principi, applicati all’ambientazione italiana della seconda stagione, si arricchiscono di nuove sfumature. Il savoir-faire artigianale italiano — la sartoria di Napoli, la pelletteria toscana, il tessile lombardo — dialoga naturalmente con il codice old money britannico che la serie ha costruito nella prima stagione. Il risultato è un’estetica ibrida, raffinata, che molti spettatori stanno già cercando di replicare nel proprio guardaroba.

Come replicare l’estetica della serie nel guardaroba quotidiano

La buona notizia per chi guarda The Gentlemen 2 su Netflix con un occhio allo stile è che questo tipo di estetica è, in realtà, più accessibile di quanto sembri. Non si tratta di spendere cifre astronomiche, ma di fare scelte diverse — più lente, più consapevoli, più orientate alla qualità che alla quantità.

Per un guardaroba ispirato all’estetica della serie, alcuni punti di partenza concreti:

  • Investire in un cappotto strutturato in lana pesante, preferibilmente in tonalità neutre. È il capo che più di ogni altro comunica il codice old money, e dura decenni se scelto bene.
  • Privilegiare il lino e la lana rispetto alle fibre sintetiche. I tessuti naturali invecchiano meglio, si portano meglio, e comunicano una qualità che non ha bisogno di spiegazioni.
  • Costruire una palette personale di non più di quattro o cinque colori che si combinano tra loro. La versatilità non viene dalla quantità dei capi, ma dalla coerenza delle scelte cromatiche.
  • Cercare nei mercati vintage e nei negozi di second-hand i pezzi che hanno già una storia. Un blazer di buona sartoria trovato in un mercato dell’usato vale molto più di un capo nuovo di una catena fast fashion.
  • Curare i dettagli: una cintura di qualità, un paio di scarpe in pelle vera, un foulard in seta o in lana. Sono gli elementi che fanno la differenza tra un look e un outfit.

Il second-hand e il vintage, in questo contesto, non sono solo una scelta economica ma anche estetica: i capi che hanno già attraversato il tempo portano con sé una patina che nessun capo nuovo può replicare. Ed è esattamente quella patina che il codice old money celebra.

Perché questa stagione arriva al momento giusto

Il debutto di The Gentlemen 2 su Netflix il 3 settembre 2026 arriva in un momento in cui la moda e la cultura visiva stanno attraversando una fase di revisione profonda. Dopo anni di logomania, di lusso urlato, di accessori che si impongono per la firma piuttosto che per la forma, c’è una corrente sempre più forte che va nella direzione opposta. Il quiet luxury, l’old money aesthetic, il ritorno alla qualità artigianale: sono tutti sintomi di una stessa tendenza, di un desiderio collettivo di sottrarsi all’eccesso e riscoprire l’eleganza come disciplina.

In questo contesto, una serie come The Gentlemen — con la sua estetica precisa, il suo guardaroba curato, il suo uso dell’architettura e del paesaggio come elementi narrativi — non è solo intrattenimento. È un punto di riferimento visivo, un manuale di stile travestito da thriller criminale. E il fatto che la seconda stagione porti tutto questo in Italia, sulle rive del Lago Maggiore, con i palazzi italiani come scenografia naturale, aggiunge una dimensione ulteriore: quella di un dialogo tra due tradizioni di eleganza che si incontrano, si misurano, e si arricchiscono a vicenda.

Per saperne di più sulla serie e sulla sua produzione, il punto di riferimento ufficiale resta la pagina dedicata su Netflix Tudum, dove foto e aggiornamenti vengono pubblicati direttamente dalla piattaforma. Guardare The Gentlemen con attenzione — ai luoghi, ai tessuti, alle luci, agli spazi — è già, di per sé, un esercizio di stile. E in questa seconda stagione, con l’Italia come palcoscenico, l’esercizio diventa ancora più prezioso.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: Guy Ritchie Netflix old money Serie Tv The Gentlemen 2

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