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Festival di Venezia 2026: Intimissimi porta la lingerie sul red carpet con la collezione Nude Look

Intimissimi presenta la capsule Nude Look al Festival di Venezia 2026, portando per la prima volta la lingerie sul red carpet con abiti in cashmere e tulle.
Redazione Velvet 10 Settembre 2026
Festival di Venezia 2026: Intimissimi porta la lingerie sul red carpet con la collezione Nude Look
Immagine generata con AI

Quando si parla di red carpet veneziano, la mente corre subito alle grandi maison di alta moda, agli abiti scultorei firmati da stilisti di culto, alle silhouette costruite per stupire. Eppure, nell’edizione 2026 del Festival del Cinema di Venezia, è accaduto qualcosa di inaspettato e, a pensarci bene, perfettamente logico: Intimissimi ha portato la sua capsule Nude Look sul red carpet della Mostra, riscrivendo le regole di ciò che si può — e si dovrebbe — indossare davanti ai flash più glamour del mondo. Un momento storico per la moda italiana, e un segnale chiarissimo su dove sta andando il linguaggio del vestire.

Una prima volta che cambia le regole del gioco

Non è un’esagerazione affermare che Intimissimi a Venezia 2026 rappresenta un vero punto di svolta nella storia del red carpet europeo. Per la prima volta in assoluto, un brand di lingerie ha presentato una capsule di abiti sulla passerella più fotografata d’Italia, quella che scorre davanti al Palazzo del Cinema del Lido. Prima di questo momento, le case di lingerie restavano relegate al backstage, al guardaroba segreto, al ruolo di fondamenta invisibili sotto le creazioni degli altri. Intimissimi ha scelto di uscire allo scoperto — letteralmente — e di portare la propria visione estetica sotto i riflettori.

Il gesto ha una portata simbolica enorme. Il red carpet veneziano non è solo una sfilata di abiti: è un manifesto culturale, un luogo dove l’industria della moda e quella del cinema si incontrano e si legittimano a vicenda. Che un marchio storicamente associato alla biancheria intima abbia scelto proprio questo palcoscenico per presentare una collezione di abiti da cerimonia dice molto sul momento che stiamo vivendo: i confini tra intimate wear e eveningwear non sono mai stati così permeabili, così carichi di significato estetico e culturale.

La scelta di Venezia non è casuale. La Mostra del Cinema è un evento che vive di immagini potenti, di fotogrammi che diventano iconici nel giro di ore. Presentare la Nude Look in questo contesto significa inserirla in un flusso visivo di altissimo livello, farla dialogare con l’arte cinematografica, con la luce lagunare, con un’idea di bellezza che è insieme popolare e raffinata. È esattamente il territorio che Intimissimi ha deciso di rivendicare.

La collezione Nude Look: materie prime, silhouette e filosofia

Al centro di tutto c’è la collezione Nude Look, una capsule che porta nel mondo dell’abbigliamento da cerimonia il vocabolario tecnico e sensoriale della grande lingerie. I capi sono realizzati con fibre ultraleggere, cashmere, tulle e pizzo, lavorati in abiti su misura — bespoke gowns — che uniscono la leggerezza quasi impalpabile della biancheria intima alla struttura e alla presenza scenica di un abito da sera.

La parola chiave è nude: non nel senso di trasparenza provocatoria, ma di un’aderenza alla pelle, di un dialogo intimo tra il corpo e il tessuto. Il cashmere porta calore e morbidezza, il tulle costruisce volume senza peso, il pizzo aggiunge texture e preziosità senza appesantire. Il risultato è una serie di abiti che sembrano quasi galleggiare addosso a chi li indossa, che seguono il movimento con naturalezza, che non imprigionano né costringono.

Questa filosofia costruttiva è profondamente diversa da quella dell’alta moda tradizionale, dove spesso l’abito è una scultura che il corpo deve abitare. Nella Nude Look, il rapporto si inverte: è il tessuto che si adatta, che ascolta, che risponde. È una differenza che si vede e si percepisce, e che sul red carpet veneziano ha prodotto immagini di una leggerezza davvero rara.

Il pizzo, in particolare, merita una riflessione a parte. Nella tradizione della lingerie, il pizzo è un elemento di seduzione e di femminilità elaborata; portato in un abito da cerimonia, diventa qualcosa di più complesso: è memoria, artigianalità, riferimento a una tradizione tessile italiana di altissimo livello. Intimissimi ha saputo valorizzare questa doppia natura, usando il pizzo non come elemento decorativo aggiunto ma come struttura portante del design.

👉 Leggi anche: Festival di Venezia 2026: i look red carpet delle star, da Laila Hasanovic a Amal Clooney

I volti della Nude Look sul red carpet veneziano

A dare vita alla collezione sul tappeto rosso sono state alcune tra le modelle più riconoscibili del panorama internazionale. Stella Maxwell, Alana Lucio, Faretta e Alessandra Ambrosio hanno indossato i pezzi della Nude Look, trasformando il Lido in una passerella inattesa e irresistibile.

Ognuna di queste presenze porta con sé una storia estetica precisa. Alessandra Ambrosio è una delle figure più iconiche della storia della lingerie di lusso, con decenni di carriera costruita sull’eleganza e sulla capacità di rendere sofisticato anche ciò che in altri contesti potrebbe sembrare troppo audace. La sua presenza alla presentazione veneziana di Intimissimi non è solo una scelta di casting: è un messaggio, una continuità narrativa tra il mondo della lingerie e quello dell’abito da cerimonia.

Stella Maxwell, con la sua bellezza algida e contemporanea, ha portato agli abiti una qualità quasi cinematografica, perfettamente in sintonia con l’ambiente della Mostra. Faretta, modella di origini croate con una carriera costruita tra le passerelle europee più esigenti, ha dato ai capi una dimensione di alta moda che ha sorpreso anche i più scettici. E Alana Lucio, con la sua presenza energica e moderna, ha completato un quadro di diversità estetica che è uno dei punti di forza dell’intera operazione.

Vedere queste quattro donne sul red carpet veneziano con indosso capi Intimissimi ha avuto l’effetto di un cortocircuito visivo positivo: tutto ciò che sapevamo sulle gerarchie della moda da cerimonia è stato messo in discussione in pochi fotogrammi. E questo, nel contesto di un festival cinematografico, è esattamente il tipo di colpo di scena che funziona.

Il contesto culturale: quando la lingerie sale di rango

Festival di Venezia 2026: Intimissimi porta la lingerie sul red carpet con la collezione Nude Look (2)
Immagine generata con AI

Per capire perché Intimissimi a Venezia 2026 non è solo un’operazione di marketing ma un fenomeno culturale, bisogna guardare al percorso che la moda ha fatto negli ultimi anni. La cosiddetta lingerie dressing — l’arte di portare capi ispirati alla biancheria intima come abbigliamento esteriore — è una tendenza che ha radici profonde e che negli ultimi stagioni ha conosciuto una vera e propria esplosione.

Già dalle collezioni della fine degli anni Novanta, stilisti come John Galliano per Dior avevano iniziato a portare il vocabolario della lingerie sul tapis roulant dell’alta moda. Ma quello era un gioco intellettuale, una provocazione concettuale riservata all’élite. Quello che sta accadendo adesso è diverso: la lingerie dressing è diventata un linguaggio condiviso, democratico, accessibile a chi vuole esprimere femminilità senza rinunciare alla comodità.

In questo contesto, la mossa di Intimissimi è perfettamente calibrata. Il brand non si presenta come un usurpatore del territorio dell’alta moda, ma come il portavoce naturale di una tendenza che è già nell’aria, già sui social, già nelle strade delle città europee. Portarla sul red carpet veneziano significa darle una legittimazione definitiva, inserirla nella storia ufficiale della moda.

C’è anche una dimensione più sottile da considerare: quella del rapporto tra il corpo femminile e l’abito. La Nude Look non nasconde, non corregge, non trasforma: celebra. È una filosofia del vestire che parte dall’accettazione e dalla valorizzazione, non dalla costruzione di un’illusione. In un momento in cui il dibattito sul body positivity e sulla rappresentazione dei corpi nella moda è più vivo che mai, questa scelta ha una risonanza che va ben oltre l’estetica.

👉 Leggi anche: Festival di Venezia 2026: i look del red carpet che ridefiniscono lo stile contemporaneo

Venezia come palcoscenico: la scelta del luogo e il suo significato

Il Festival del Cinema di Venezia è la manifestazione culturale più antica del suo genere al mondo, e il suo red carpet è uno dei pochi rimasti capaci di generare immagini davvero iconiche nell’era della saturazione visiva dei social media. Scegliere Venezia come palcoscenico per il debutto della Nude Look non è stata una decisione banale.

La città lagunare ha una relazione speciale con la bellezza: la luce che rimbalza sull’acqua, i palazzi che si riflettono nei canali, l’architettura stratificata di secoli di storia artistica creano un ambiente visivo unico al mondo. In questo contesto, abiti ultraleggeri in tulle e pizzo trovano una risonanza naturale: sembrano fatti per galleggiare, per muoversi nell’aria umida e luminosa della laguna.

Ma c’è anche una ragione più pragmatica. Il Festival di Venezia 2026 è seguito da media di tutto il mondo, e le immagini del red carpet circolano in tempo reale su ogni piattaforma. Per un brand che vuole comunicare una svolta nella propria identità, non esiste palcoscenico con una maggiore visibilità internazionale. La scelta di Venezia è dunque anche una scelta di comunicazione, precisa e consapevole.

Inoltre, il Festival ha una tradizione di apertura verso la moda che altri eventi cinematografici non hanno nella stessa misura. Il Lido veneziano in settembre è un luogo dove la moda e il cinema si incontrano con naturalezza, dove i confini tra le due industrie si fanno sottili. Intimissimi ha saputo leggere questa caratteristica e sfruttarla con intelligenza.

Cosa ci insegna questa capsule sul futuro della moda da cerimonia

La presentazione della Nude Look sul red carpet veneziano apre una serie di domande interessanti sul futuro dell’abbigliamento da cerimonia. Se un brand di lingerie può portare i suoi codici estetici su uno dei red carpet più prestigiosi del mondo e farlo con credibilità e impatto visivo, allora le categorie tradizionali della moda — ready-to-wear, eveningwear, intimate wear — stanno davvero diventando obsolete?

La risposta, probabilmente, è sì — almeno in parte. Le nuove generazioni di consumatori di moda non ragionano per categorie rigide. Comprano un reggiseno come top, indossano un pigiama come tuta da casa e fuori, portano un abito da notte come vestito da sera. La Nude Look di Intimissimi intercetta questa mentalità e la porta su un palcoscenico di altissimo livello, legittimandola definitivamente.

Per le case di moda più tradizionali, questo è un segnale da non ignorare. La sfida non è più solo quella di creare abiti belli: è quella di creare abiti che abbiano senso nella vita reale delle donne, che rispondano a un bisogno di comodità, di leggerezza, di autenticità senza rinunciare all’eleganza. Intimissimi, con la sua lunga esperienza nel campo delle fibre pregiate e della vestibilità, si trova in una posizione privilegiata per rispondere a questa sfida.

Quello che Intimissimi ha costruito sul Lido nel 2026 non è solo una serata di glamour ben orchestrata: è una dichiarazione di intenti su dove sta andando la moda, su chi ha il diritto di definire l’eleganza, su come il confine tra privato e pubblico, tra intimo e spettacolare, stia continuando a dissolversi in modi sempre più interessanti e sempre più belli da guardare. Per saperne di più sulla collezione e sulle sue ispirazioni, il sito ufficiale di Intimissimi dedicato all’evento veneziano raccoglie immagini e dettagli della capsule Nude Look. Una cosa è certa: dopo questa notte sul tappeto rosso della Mostra, guardare la lingerie — e chi la indossa — non sarà mai più la stessa cosa.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: collezioni donna festival venezia 2026 moda lingerie red carpet

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