Skip to content
Velvet Style

Velvet Style

Tutto ciò che fa tendenza (o che la farà) lo trovi qui: fashion, moda, design, vintage e consigli look

  • Home
  • Tendenze
  • Chicche di Stile
  • Interviste
  • Design
  • Fashion News
  • EventiSe non hai il pass per gli eventi più glamour dell’anno, siamo noi che ti portiamo in giro per sfilate, show, inaugurazioni e red carpet! Sarai in prima fila!
  • Viaggi
  • Home
  • 2026
  • Settembre
  • 17
  • Burberry al V&A Museum: 170 anni di innovazione britannica raccontati attraverso il trench
  • Eventi

Burberry al V&A Museum: 170 anni di innovazione britannica raccontati attraverso il trench

La mostra Burberry al V&A di Londra celebra 170 anni della maison britannica attraverso archivi inediti e il trench coat iconico. Ingresso gratuito fino a gennaio 2027.
Redazione Velvet 17 Settembre 2026
Burberry al V&A Museum: 170 anni di innovazione britannica raccontati attraverso il trench
Immagine generata con AI

Quando un capo d’abbigliamento diventa così radicato nell’immaginario collettivo da trascendere la moda per diventare cultura materiale, merita uno spazio museale all’altezza della sua storia. È esattamente quello che accade con la mostra Burberry al V&A di Londra, The Burberry Trench: Crafting an Icon, che apre i battenti il 21 settembre 2026 e resterà visitabile fino al 3 gennaio 2027. Ospitata nella Prince Consort Gallery del Victoria and Albert Museum di South Kensington, questa esposizione celebra i 170 anni della maison britannica fondata da Thomas Burberry e lo fa attraverso un dialogo inedito tra l’archivio della casa di moda e la collezione permanente di uno dei musei più importanti al mondo. L’ingresso è gratuito, il che rende questo appuntamento ancora più democratico e prezioso per chiunque si trovi a Londra in questo periodo.

Una galleria raramente aperta al pubblico: il contesto della mostra

La scelta della Prince Consort Gallery non è casuale né puramente logistica. Si tratta di uno spazio del Victoria and Albert Museum storicamente riservato alla conservazione tessile e solitamente chiuso al grande pubblico. Aprirlo per ospitare The Burberry Trench: Crafting an Icon è già di per sé un gesto simbolicamente potente: è come se il museo dicesse che il trench coat merita lo stesso trattamento riservato ai tessuti più preziosi della sua collezione permanente, quegli stessi materiali che normalmente vengono custoditi lontano dagli occhi dei visitatori per preservarne l’integrità.

Il Victoria and Albert Museum è da decenni il punto di riferimento mondiale per la moda come disciplina culturale e storica. Le sue mostre dedicate al costume e al design tessile hanno contribuito a ridefinire il modo in cui il grande pubblico percepisce l’abbigliamento: non come oggetto effimero di consumo, ma come documento storico, espressione artistica e testimonianza di trasformazioni sociali. In questo contesto, una mostra dedicata al trench coat di Burberry trova la sua collocazione naturale, perché il trench non è semplicemente un capo: è un manufatto che racconta due secoli di storia britannica, di innovazione tecnica e di evoluzione del gusto.

Il fatto che la mostra Burberry V&A Londra sia a ingresso gratuito la rende accessibile a un pubblico vastissimo, dagli appassionati di moda agli studenti di design, dai turisti ai londinesi che vogliono riscoprire un’icona della loro cultura materiale. In un momento in cui i grandi musei internazionali dibattono sulla democratizzazione della cultura, questa scelta rappresenta un segnale preciso.

Thomas Burberry e le origini di un’icona: la storia che la mostra celebra

Per comprendere il peso di questa esposizione, è necessario tornare alle origini della maison. Thomas Burberry fondò la sua casa di moda nel 1856, in un’Inghilterra vittoriana che stava vivendo una rivoluzione industriale e un’espansione imperiale senza precedenti. Fu lui a sviluppare la gabardine, un tessuto tecnico impermeabile e traspirante che avrebbe cambiato per sempre il modo di concepire l’abbigliamento protettivo. La gabardine non era soltanto una soluzione funzionale: era un’innovazione che coniugava comfort, resistenza e un’eleganza sobria perfettamente in linea con l’estetica britannica dell’epoca.

Il trench coat, nella sua forma più riconoscibile, nacque in parte come risposta alle esigenze pratiche degli ufficiali militari durante la Prima Guerra Mondiale. I suoi elementi caratteristici — le spalline, i passanti per la cintura, le tasche a soffietto, il doppio petto — non erano scelte puramente estetiche ma rispondevano a necessità precise sul campo. Eppure, nel corso dei decenni, questi stessi elementi si sono trasformati in un vocabolario stilistico universale, capace di attraversare generazioni, generi e contesti sociali senza mai perdere la propria riconoscibilità.

Thomas Burberry morì nel 1926, ma il capo che aveva contribuito a rendere celebre continuò a evolversi e a conquistare nuovi significati culturali. Dal dopoguerra agli anni Sessanta, attraverso il cinema e la fotografia di moda, il trench coat divenne sinonimo di un certo tipo di eleganza discreta, intellettuale, capace di adattarsi tanto a un set cinematografico quanto a una mattina di pioggia a Londra. Celebrare i 170 anni della fondazione con una mostra al V&A significa riconoscere questa traiettoria straordinaria e offrire al pubblico gli strumenti per comprenderla in profondità.

👉 Leggi anche: Museo Gucci Firenze: la capsula del tempo immaginata da Demna tra heritage e presente

La struttura della mostra: tre sezioni per raccontare un’icona

La mostra The Burberry Trench: Crafting an Icon è articolata in tre sezioni distinte, ciascuna delle quali affronta il trench coat da una prospettiva diversa. Questa struttura tripartita permette ai visitatori di muoversi attraverso diversi livelli di lettura: dall’invenzione tecnica alla costruzione culturale, dalla manifattura artigianale alla risonanza contemporanea.

La sezione “Invention”: dove tutto ha avuto inizio

Una delle sezioni porta il titolo “Invention”, e il nome è già un programma. Questa parte dell’esposizione si concentra sulle origini creative e tecniche del trench, esplorando le intuizioni che hanno permesso a Thomas Burberry di creare un capo destinato a durare nel tempo. L’invenzione, in questo contesto, non riguarda soltanto il tessuto o il taglio: è un atto di immaginazione che anticipa bisogni ancora non espressi, che trasforma una soluzione pratica in un oggetto di desiderio.

Questa sezione attinge sia agli archivi di Burberry sia alla collezione permanente del V&A, creando un dialogo tra materiali provenienti da due custodi diversi della stessa storia. È un approccio curatoriale sofisticato, che evita la logica della celebrazione autoreferenziale per inserire il marchio all’interno di un contesto culturale più ampio. Il V&A non è soltanto una cornice prestigiosa: è un interlocutore attivo, portatore di una propria prospettiva critica e storica.

Il dialogo tra archivio e collezione museale

Uno degli aspetti più interessanti della mostra Burberry V&A Londra è proprio questa doppia provenienza dei materiali esposti. L’archivio di Burberry custodisce decenni di campionari, schizzi, fotografie e capi originali che documentano l’evoluzione interna del marchio: le variazioni di taglio, i cambiamenti nei dettagli costruttivi, le sperimentazioni sui materiali. La collezione del V&A, invece, offre un punto di vista esterno, quello di un’istituzione che ha selezionato e conservato oggetti in base al loro valore culturale e storico, indipendentemente dalle logiche commerciali del marchio.

Burberry al V&A Museum: 170 anni di innovazione britannica raccontati attraverso il trench (2)
Immagine generata con AI

Quando questi due archivi si incontrano in una stessa galleria, il risultato è una narrazione più ricca e meno parziale di quanto potrebbe essere una mostra monografica tradizionale. I pezzi del V&A contestualizzano quelli di Burberry, e viceversa: si creano rimandi, confronti, risonanze che il visitatore può esplorare seguendo i propri interessi e la propria sensibilità.

Per un appassionato di storia del costume, questa struttura è una miniera: permette di vedere come un capo specifico si inserisce in tendenze più ampie, come risponde a cambiamenti sociali e tecnologici, come dialoga con altri oggetti della cultura materiale del suo tempo. Per chi si avvicina alla moda con occhi meno specialistici, è comunque un’esperienza accessibile e visivamente coinvolgente, capace di trasmettere il senso di un’eredità senza appesantirlo con un eccesso di tecnicismi.

Perché il trench coat è ancora rilevante nel 2026

Una domanda legittima, di fronte a una mostra di questo tipo, è: perché dedicare tanta attenzione a un capo che ha quasi due secoli di storia? La risposta sta proprio nella sua straordinaria capacità di rigenerarsi senza perdere identità. Il trench coat è uno di quei rari oggetti del guardaroba che non invecchiano mai davvero, perché la loro forma contiene già in sé una logica interna così coerente da resistere ai capricci delle stagioni.

👉 Leggi anche: Giacche autunno 2026: il trend CBK e lo stile che trasforma il guardaroba

Nel 2026, il trench coat è più presente che mai nelle collezioni di stagione, reinterpretato in versioni oversize, in materiali inaspettati, in lunghezze che vanno dal micro al maxi, ma sempre riconoscibile nella sua struttura essenziale. Designer di generazioni diverse continuano a confrontarsi con questo capo come con un testo classico che ammette infinite letture senza esaurirsi mai. È un capo che funziona con i jeans e con l’abito da sera, che si porta aperto come un soprabito scultoreo o chiuso e cintato per una silhouette più definita.

Dal punto di vista stilistico, il trench coat è anche uno strumento di democratizzazione del lusso: esiste in versioni accessibili e in versioni altissima gamma, ma la sua silhouette è immediatamente riconoscibile indipendentemente dal prezzo. Questo lo rende un capo popolare nel senso più nobile del termine, capace di attraversare fasce di reddito e contesti sociali diversissimi mantenendo sempre una certa dignità estetica.

Come visitare la mostra: informazioni pratiche per chi si organizza il viaggio

Per chi sta pianificando un viaggio a Londra in autunno o in inverno, la mostra Burberry al V&A di Londra è un appuntamento imperdibile da inserire nell’itinerario. Il Victoria and Albert Museum si trova a South Kensington, facilmente raggiungibile con la metropolitana (fermata South Kensington sulla District e Circle Line). L’esposizione The Burberry Trench: Crafting an Icon è visitabile dal 21 settembre 2026 al 3 gennaio 2027 e, come già anticipato, è a ingresso gratuito.

La Prince Consort Gallery, essendo uno spazio solitamente chiuso al pubblico, offre già di per sé un’esperienza fuori dall’ordinario. Vale la pena arrivare con un po’ di anticipo rispetto all’orario di apertura nei giorni di punta — i weekend e le festività — per evitare code eccessive. Il museo dispone di un’ottima caffetteria e di un bookshop dove è possibile trovare pubblicazioni legate alle mostre in corso, spesso di qualità editoriale molto alta.

Per chi vuole approfondire prima della visita, il sito ufficiale del Victoria and Albert Museum offre materiali di approfondimento, informazioni pratiche aggiornate e, in molti casi, la possibilità di prenotare un orario di visita per evitare attese.

Una mostra che parla di moda, ma anche di molto altro

Le mostre di moda più riuscite sono quelle che riescono a usare il vestito come punto di partenza per raccontare storie più grandi: di società, di tecnologia, di identità culturale. The Burberry Trench: Crafting an Icon sembra avere tutte le premesse per essere una di queste. La scelta di una galleria storica e raramente accessibile, il dialogo tra archivio privato e collezione museale, la struttura in tre sezioni che permette letture multiple: sono tutti segnali di un approccio curatoriale maturo e ambizioso.

Il trench coat di Burberry non è soltanto un capo: è un documento vivente della storia britannica, un oggetto che ha attraversato guerre, trasformazioni sociali, rivoluzioni culturali e continue reinvenzioni stilistiche senza mai perdere la propria essenza. Vederlo raccontato negli spazi del V&A, con la cura e il rigore che questo museo riserva ai grandi temi della cultura materiale, è un’opportunità che vale il viaggio a Londra — o, per chi già si trova in città, una ragione in più per dedicare un pomeriggio a South Kensington, lasciandosi sorprendere da come un cappotto possa contenere così tanta storia.

Articoli correlati

  • Beauty of Joseon Ginseng Serum: il rimedio post-vacanze che le coreane usano da sempre
  • Prada Galleria 2026: i nuovi colori dell'icona milanese che non invecchia
  • PRX Peeling: il trattamento anti-aging per la sposa che leviga e illumina senza invasività

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: moda britannica musei londra storia del design trench coat

Continue Reading

Previous: Beauty of Joseon Ginseng Serum: il rimedio post-vacanze che le coreane usano da sempre

Articoli recenti

  • Burberry al V&A Museum: 170 anni di innovazione britannica raccontati attraverso il trench
  • Beauty of Joseon Ginseng Serum: il rimedio post-vacanze che le coreane usano da sempre
  • Prada Galleria 2026: i nuovi colori dell’icona milanese che non invecchia
  • PRX Peeling: il trattamento anti-aging per la sposa che leviga e illumina senza invasività
  • Moncler celebra il suo legame con New York attraverso una retrospettiva esclusiva
Copyright © 2025 Velvetstyle.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma al n°100/2023 del 21-07-2023