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Casting Director: il mestiere moda che sceglie i volti delle passerelle

Il casting director moda è il professionista che seleziona i volti e i corpi per le sfilate. Scopri come funziona questo mestiere con Emma Farachi.
Redazione Velvet 4 Agosto 2026
Casting Director: il mestiere moda che sceglie i volti delle passerelle
Immagine generata con AI

Il casting director nella moda: l’occhio che dà un volto alle collezioni

Dietro ogni sfilata memorabile, dietro ogni campagna che rimane impressa, c’è un professionista che lavora nell’ombra eppure determina in modo decisivo ciò che il pubblico vedrà: il casting director moda. Non è il direttore creativo, non è lo stylist, non è il fotografo — eppure il suo contributo è tanto fondamentale quanto spesso invisibile agli occhi del grande pubblico. È la persona che sceglie i volti, i corpi, le presenze che incarneranno l’identità di un brand su una passerella o in uno shooting editoriale. Un lavoro che richiede intuizione estetica, conoscenza profonda del mercato, capacità relazionale e una visione precisa di cosa significhi rappresentare un’epoca attraverso le persone.

Chi è e cosa fa il casting director nella moda

Per definizione, il casting director è la figura professionale che seleziona quali volti e quali corpi sfileranno per un brand. Sembra una sintesi semplice, ma dietro questa frase si nasconde un lavoro stratificato e complesso che inizia molto prima che le luci della passerella si accendano e che continua ben oltre il giorno della sfilata.

Il casting director riceve il brief creativo dalla maison — spesso direttamente dal direttore creativo — e da lì costruisce una visione. Deve capire cosa il brand vuole comunicare in quella specifica stagione: è una collezione che guarda al passato con nostalgia romantica? È una proposta radicalmente contemporanea, urbana, quasi provocatoria? O è un ritorno alle origini artigianali? Ogni risposta a queste domande si traduce in una scelta diversa di modelli, di età, di fisicità, di personalità. Il casting, in questo senso, non è mai neutro: è sempre una dichiarazione d’intenti.

Emma Farachi, casting director italiana che lavora tra Milano, Parigi e New York, è una delle professioniste più riconosciute nel settore. La sua esperienza attraversa tre capitali della moda e tre culture estetiche diverse, il che le consente di avere uno sguardo particolarmente ampio e sfumato. Il suo lavoro — come quello di tutti i grandi casting director — è aiutare a costruire l’identità di un brand attraverso la scelta delle persone che lo incarnano sulla passerella. Un compito che richiede non solo occhio estetico, ma anche una comprensione profonda dei valori e della narrativa che il brand vuole proiettare.

Dalla selezione alla narrazione: come funziona il processo

Il processo di casting per una sfilata di alta moda o prêt-à-porter non è mai improvvisato. Si tratta di un lavoro che inizia settimane, a volte mesi, prima dell’evento. Il casting director inizia con una fase di ricerca e scouting: scorre i book delle agenzie, visita i provini, monitora i profili dei modelli emergenti, segue le sfilate di stagioni precedenti, viaggia in città dove si trovano nuovi talenti. Questa fase è continua, non stagionale: un buon casting director costruisce nel tempo una rete di conoscenze e un archivio mentale di volti e presenze.

Una volta ricevuto il brief creativo, il casting director propone una prima selezione al team della maison. Si tratta di una lista di candidati che risponde alla visione estetica della collezione. Da lì, si procede con i provini veri e propri — chiamati fitting o casting call — durante i quali i modelli vengono visti dal vivo, spesso indossando i capi della collezione. È in questo momento che si valutano elementi che una fotografia non può restituire: il portamento, l’energia, la naturalezza nel muoversi, la capacità di “abitare” un abito.

La selezione finale è sempre il frutto di una negoziazione creativa tra il casting director, il direttore creativo e spesso anche il team di comunicazione e marketing del brand. Perché un casting non è solo una questione estetica: è anche una scelta strategica che parla al pubblico, ai media, agli investitori.

Celebrity, modelle professioniste e nuovi volti: le diverse filosofie di casting

Uno degli aspetti più interessanti — e più dibattuti — del casting contemporaneo riguarda la scelta tra modelle professioniste, volti emergenti e celebrity. Sono due filosofie diverse, e le scelte delle grandi maison in questo senso rivelano molto della loro identità e della direzione che vogliono prendere.

Un esempio recente e molto discusso è quello della sfilata Cruise 2027 di Gucci, tenutasi a Times Square sotto la direzione creativa di Demna. Il casting scelto per quell’occasione includeva figure come Paris Hilton, Cindy Crawford e Tom Brady — un mix di icone pop, supermodel degli anni Novanta e campioni sportivi che ha trasformato la sfilata in un evento mediatico globale. Una scelta di casting che parla chiaramente: Gucci vuole essere un brand di cultura pop, vuole dialogare con un pubblico larghissimo, vuole che la sua sfilata sia un momento di spettacolo condiviso.

Diametralmente opposta, per certi versi, la direzione scelta da Chanel per la sua Cruise 2027 a Biarritz, sotto la guida creativa di Matthieu Blazy. Qui il casting ha seguito un approccio diverso, più rarefatto, più focalizzato sull’estetica della collezione stessa piuttosto che sul richiamo mediatico dei nomi in passerella. Due filosofie legittime, due visioni diverse di cosa significhi comunicare attraverso il casting — e il ruolo del casting director moda è proprio quello di interpretare e tradurre in scelte concrete queste visioni.

La tendenza degli ultimi anni ha visto crescere in modo significativo la presenza di celebrity e influencer nelle sfilate, accanto alle modelle professioniste. Questo ha aperto un dibattito all’interno del settore: il casting di celebrity porta visibilità immediata e copertura mediatica enorme, ma può a volte oscurare la collezione stessa. Il casting director deve dunque trovare l’equilibrio tra spettacolo e sostanza, tra richiamo commerciale e coerenza estetica.

Come si diventa casting director: percorsi e competenze

Non esiste un percorso unico o codificato per diventare casting director nella moda. Non c’è una laurea specifica, non c’è un corso che rilasci una certificazione riconosciuta a livello universale. Il settore si impara facendolo, costruendo esperienze sul campo, imparando a fianco di professionisti già affermati.

Casting Director: il mestiere moda che sceglie i volti delle passerelle (2)
Immagine generata con AI

Il caso di Arianna Pradarelli è illuminante in questo senso. Pradarelli è diventata casting director dopo un percorso che l’ha portata, tra l’altro, a iniziare con uno stage nell’ufficio prodotto di Calvin Klein a Milano nel 2005. Un punto di partenza lontano dal casting vero e proprio, ma che le ha permesso di capire dall’interno come funziona una maison, come si costruisce una collezione, quali sono le logiche produttive e creative che guidano le scelte di un brand. Questa conoscenza trasversale è spesso la base su cui si costruisce una carriera nel casting: capire la moda da più angolazioni prima di specializzarsi in un ruolo specifico.

In genere, chi aspira a lavorare come casting director nella moda inizia con esperienze in agenzie di modelli, uffici stampa di brand, redazioni di riviste di moda o come assistente di un casting director già affermato. Quest’ultima è probabilmente la via più diretta: affiancare un professionista del settore permette di imparare il mestiere nei suoi dettagli pratici — come si gestisce un provino, come si comunica con le agenzie, come si costruisce una relazione con i direttori creativi, come si lavora sotto pressione nei giorni precedenti una sfilata.

Le competenze richieste sono molteplici e non tutte strettamente “di moda”. Certo, è fondamentale avere un occhio estetico sviluppato e una conoscenza approfondita del settore. Ma sono altrettanto importanti le capacità organizzative — gestire decine di provini, coordinare agende, rispettare scadenze rigidissime — e le capacità relazionali. Il casting director lavora con persone: con i modelli, con le agenzie, con i creativi del brand, con i team di produzione. Saper comunicare, saper creare fiducia, saper gestire situazioni delicate è parte integrante del lavoro.

L’etica del casting: rappresentazione, diversità e responsabilità

Il dibattito sulla diversità e l’inclusione ha trasformato in modo profondo il modo in cui si pensa al casting nella moda contemporanea. Il casting director moda si trova oggi al centro di una conversazione culturale che va ben oltre l’estetica: riguarda la rappresentazione, l’inclusione, la responsabilità sociale dei brand.

Per anni, la passerella ha rispecchiato canoni estetici molto ristretti: un certo tipo di fisicità, una certa età, una certa provenienza geografica. Negli ultimi anni, la pressione — proveniente sia dall’interno del settore sia dal pubblico e dai media — ha spinto molte maison a ripensare i propri criteri di casting. Oggi, un casting director deve essere in grado di costruire una selezione che rifletta una maggiore varietà di corpi, di età, di origini etniche e culturali, senza che questo diventi una mera operazione di facciata.

Questo richiede coraggio creativo e una visione precisa. Non si tratta di rispettare quote, ma di capire genuinamente che la diversità arricchisce l’estetica, amplia il pubblico di riferimento e rende la moda più vicina alla realtà delle persone che la indossano. I casting director più visionari sono quelli che riescono a fare di questa complessità un punto di forza, costruendo passerelle che raccontano il mondo contemporaneo in tutta la sua varietà.

Il casting director e il futuro della moda: tra digitale e scouting globale

Il digitale ha cambiato anche il modo di fare casting. I social network — Instagram in particolare — sono diventati strumenti di scouting fondamentali. Un casting director oggi monitora costantemente i profili di modelli emergenti, scopre nuovi volti attraverso i feed, segue le storie di persone che non sono ancora rappresentate da agenzie ma che hanno un’energia, un’estetica, una presenza che potrebbe essere perfetta per un determinato brand.

Questo ha democratizzato in parte l’accesso al mondo della moda: non è più necessario vivere a Milano, Parigi o New York per essere notati. Un volto interessante può emergere da qualsiasi parte del mondo, purché abbia una presenza digitale e incroci lo sguardo giusto. Ma ha anche creato nuove sfide: il volume di profili da analizzare è enorme, e distinguere la qualità dal rumore richiede un occhio ancora più allenato.

Le piattaforme digitali hanno inoltre aperto nuovi canali di comunicazione diretta tra casting director e talenti, bypassando in alcuni casi le agenzie tradizionali. Questo sta ridisegnando i rapporti di forza all’interno del settore, con implicazioni che il mondo della moda sta ancora cercando di comprendere e regolamentare. Per approfondire l’evoluzione di questi ruoli professionali nel sistema moda, è utile consultare le analisi di Vogue Italia sulla figura del casting director, così come i reportage di NSS Magazine sui casting delle sfilate Cruise 2027, che offrono una panoramica aggiornata e approfondita delle tendenze in atto.

Un mestiere che plasma l’immaginario della moda

Il casting director è, in ultima analisi, uno dei custodi dell’immaginario della moda. Ogni scelta che compie — ogni volto che seleziona, ogni corpo che porta in passerella, ogni presenza che decide di includere o escludere — contribuisce a costruire il modo in cui una generazione si vede riflessa nell’industria più aspirazionale del mondo. È un potere enorme, e i migliori professionisti del settore ne sono consapevoli.

Lavorare come casting director nella moda significa stare costantemente in bilico tra intuizione e strategia, tra estetica e cultura, tra il singolo individuo e la visione collettiva di un brand. Significa saper leggere il presente e anticipare il futuro, saper riconoscere la bellezza nelle sue forme più diverse e saper comunicarla attraverso le persone. È un mestiere che richiede passione, preparazione e una curiosità inesauribile per il mondo e per le persone che lo abitano — qualità che, in fondo, non sono mai fuori moda.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: casting director industria moda Moda Modelle professionisti moda Sfilate

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