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David Koma alla direzione creativa di Blumarine: l’intervista esclusiva

David Koma racconta la sua visione per Blumarine in questa intervista esclusiva. Scopri come il designer georgiano ridefinisce l'identità del marchio italiano con energia
Redazione Velvet 10 Agosto 2026
David Koma alla direzione creativa di Blumarine: l'intervista esclusiva
Immagine generata con AI

David Koma e Blumarine: un incontro tra energia georgiana e romanticismo italiano

C’è un momento preciso in cui una maison cambia pelle — non solo di direttore creativo, ma di prospettiva, di respiro, di linguaggio. Per Blumarine, quel momento è arrivato il 31 luglio 2024, quando il brand ha annunciato ufficialmente la nomina di David Koma come nuovo direttore creativo. Da allora, il dialogo tra la sensibilità di questo designer georgiano di base a Londra e l’identità romantica e femminile del marchio italiano è diventato uno degli argomenti più seguiti nel panorama della moda contemporanea. L’intervista apparsa su Vogue Italia ha offerto uno sguardo privilegiato sulla visione di Koma, rivelando una personalità creativa complessa, radicata nella disciplina artigianale quanto aperta all’energia del movimento — a partire dalla sua passione per il tennis. Il binomio david koma blumarine si configura così non come una semplice successione di nomi, ma come una vera e propria dichiarazione di intenti stilistici.

Chi è David Koma: dalla Georgia a Central Saint Martins

Per capire cosa porterà David Koma a Blumarine, è necessario ripercorrere la traiettoria di un designer che ha costruito la propria identità con rigore e coerenza. Nato in Georgia, Koma ha iniziato a disegnare abiti all’età di otto anni — un dato che non è solo un aneddoto biografico, ma dice molto sulla natura viscerale del suo rapporto con la moda. Non si tratta di una passione arrivata per caso o per moda, ma di una vocazione che si è manifestata nell’infanzia, in un contesto culturale lontano dai grandi centri del fashion system occidentale.

Il salto verso l’eccellenza formale è avvenuto con gli studi a Central Saint Martins, l’istituto londinese che ha formato generazioni di designer destinati a segnare la storia del costume contemporaneo. È lì che Koma ha affinato il suo vocabolario estetico, imparando a tradurre intuizioni creative in costruzioni tecniche precise. Londra è rimasta la sua base operativa: è nella capitale britannica che nel 2009 ha lanciato il suo marchio eponimo, diventando una presenza regolare alla London Fashion Week con collezioni che hanno saputo conquistare critica e mercato.

A 41 anni, Koma porta con sé un bagaglio professionale che combina la libertà sperimentale del designer indipendente con la capacità di dialogare con le strutture più complesse della grande industria della moda. È questa doppia competenza — artigianale e imprenditoriale, creativa e strategica — a renderlo una scelta interessante per una maison come Blumarine, che ha bisogno di trovare un equilibrio tra eredità e contemporaneità.

Il contesto: Blumarine dopo Walter Chiapponi

La nomina di Koma non arriva in un momento qualsiasi. Blumarine aveva attraversato una fase di transizione accelerata: Walter Chiapponi, il suo predecessore, aveva lasciato il marchio nel marzo 2024 dopo aver mostrato una sola stagione. Un passaggio brevissimo, che aveva lasciato aperta la domanda su quale direzione il brand avrebbe scelto per ridefinirsi in un mercato sempre più competitivo e saturo di proposte.

La storia di Blumarine è quella di un marchio profondamente radicato nell’immaginario della femminilità italiana: fiori, pizzi, rosa cipria, silhouette sensuali e romantiche che hanno attraversato decenni di moda con una coerenza quasi testarda. Negli anni Novanta e Duemila, il brand ha incarnato un certo lusso accessibile e volutamente glamour, lontano dall’austerità minimalista che dominava altrove. Poi sono arrivate le sperimentazioni, i cambi di rotta, i tentativi di modernizzazione che hanno avuto fortune alterne.

Con la nomina di David Koma, annunciata il 31 luglio 2024, Blumarine sembra voler scommettere su una figura capace di rispettare il DNA del marchio senza restarne prigioniero. Koma è un designer che conosce il corpo femminile, che sa come valorizzarlo con tagli studiati e materiali scelti con cura — caratteristiche che si sposano naturalmente con la vocazione sensuale e femminile di Blumarine.

La prima collezione: Pre-Fall 2025 come manifesto

Il primo banco di prova concreto per il binomio david koma blumarine è stata la collezione Pre-Fall 2025, debuttata nella primavera del 2025. Si trattava di un momento cruciale: non solo la prima prova pubblica di Koma alla guida del marchio, ma anche il segnale più chiaro di come intendesse interpretare l’identità di Blumarine senza tradirne l’essenza.

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Le prime collezioni di un nuovo direttore creativo sono sempre oggetto di analisi minuziosa da parte della stampa specializzata e degli addetti ai lavori. Si cercano i segnali di continuità e quelli di rottura, si leggono i dettagli come indizi di una visione più ampia. Nel caso di Koma, la sfida era doppia: da un lato, dimostrare di saper dialogare con il romanticismo floreale e la sensualità che sono il marchio di fabbrica di Blumarine; dall’altro, portare la propria voce, quella precisione strutturale e quell’energia contemporanea che caratterizzano il suo lavoro da designer indipendente.

La scelta del Pre-Fall come prima uscita è significativa in sé: è una stagione commercialmente importante, pensata per i mercati internazionali e per i grandi department store, ma anche un momento in cui il designer può esplorare senza la pressione totale delle sfilate principali. È uno spazio di definizione, non ancora di dichiarazione definitiva — il che lo rende perfetto per un esordio che vuole essere propositivo senza essere perentorio.

Il tennis e la creatività: quando lo sport diventa ispirazione

Nell’intervista apparsa su Vogue Italia, Koma ha parlato anche della sua passione per il tennis come fonte di ispirazione creativa. È un dettaglio che potrebbe sembrare marginale, ma che in realtà dice molto sul modo in cui questo designer costruisce il proprio immaginario.

Il tennis è uno sport che vive di precisione e di ritmo, di movimenti calibrati e di reazioni istantanee. È anche uno sport con una fortissima identità estetica: i bianchi immacolati, le silhouette atletiche, la tensione tra eleganza formale e dinamismo fisico. Non è difficile immaginare come questi elementi possano nutrire la sensibilità di un designer che ha sempre lavorato sulla valorizzazione del corpo in movimento, sulla costruzione di abiti che non limitano ma esaltano la fisicità di chi li indossa.

In un’epoca in cui lo sportswear e la moda di lusso si contaminano sempre più frequentemente, la passione di Koma per il tennis non è solo una curiosità biografica: è una chiave di lettura per capire come potrebbe evolvere la sua proposta per Blumarine. Non si tratta di portare il bianco da tennis nelle collezioni del marchio — sarebbe una lettura troppo letterale — ma di incorporare quella tensione tra disciplina formale e libertà di movimento che è l’essenza stessa di questo sport.

L’ispirazione sportiva nella moda di lusso ha una lunga tradizione: da Coco Chanel che liberò il corpo femminile ispirandosi all’abbigliamento maschile sportivo, fino alle contaminazioni più recenti tra alta moda e cultura atletica. Koma si inserisce in questa tradizione con una prospettiva personale, quella di qualcuno che vive lo sport non come riferimento estetico esterno ma come pratica quotidiana che plasma il modo di pensare e di creare.

David Koma e Blumarine: una visione per il futuro del marchio

David Koma alla direzione creativa di Blumarine: l'intervista esclusiva (2)
Immagine generata con AI

Cosa significa, concretamente, il progetto david koma blumarine per il futuro del marchio? È una domanda a cui è ancora presto per rispondere in modo definitivo, ma ci sono elementi che permettono di delineare una traiettoria.

Koma porta con sé una competenza tecnica raffinata, sviluppata in anni di lavoro sul proprio marchio e nella frequentazione assidua della scena londinese. Il suo approccio al design è caratterizzato da una forte attenzione alla struttura e alla silhouette, con un interesse particolare per i materiali e per il modo in cui interagiscono con il corpo. Questi elementi si combinano naturalmente con la vocazione sartoriale di Blumarine, che ha sempre avuto nella qualità costruttiva uno dei suoi punti di forza.

Allo stesso tempo, Koma è un designer che conosce il mercato internazionale e sa come parlare a una clientela globale senza perdere la specificità del proprio linguaggio. La sua esperienza alla London Fashion Week, dove ha presentato il suo marchio per anni, gli ha dato una comprensione profonda di come funziona il sistema moda contemporaneo, con le sue logiche di comunicazione, di distribuzione e di costruzione dell’immagine.

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Per Blumarine, che ha bisogno di consolidare la propria posizione in un mercato del lusso sempre più competitivo, questa combinazione di competenze è preziosa. Il marchio ha bisogno di qualcuno che sappia rispettarne l’eredità senza restarne prigioniero, che possa portare nuova energia senza cancellare ciò che lo ha reso riconoscibile e amato nel tempo.

Londra, Tbilisi, Carpi: le geografie di un designer globale

C’è qualcosa di simbolicamente potente nell’incontro tra le geografie che definiscono l’identità di David Koma e quelle che definiscono Blumarine. Da un lato, la Georgia della sua nascita, con la sua tradizione artigianale e la sua cultura visiva ricca e complessa; dall’altro, Londra, la città che lo ha formato e che continua a essere la sua base creativa, con la sua energia cosmopolita e la sua capacità di mescolare tradizioni diverse in qualcosa di nuovo. E poi c’è Carpi, in Emilia-Romagna, dove Blumarine ha le sue radici e dove continua a produrre le sue collezioni con quella cura manifatturiera che è una delle caratteristiche distintive del made in Italy.

Queste geografie non sono solo coordinate fisiche: sono sistemi di valori, tradizioni estetiche, modi di intendere la bellezza e la qualità. Il fatto che Koma abbia scelto di studiare a Central Saint Martins, una delle scuole di design più internazionali e sperimentali del mondo, dice qualcosa sulla sua capacità di muoversi tra culture diverse senza perdere la propria identità. È questa capacità di sintesi — tra tradizioni diverse, tra rigore e libertà, tra struttura e movimento — che potrebbe rivelarsi il suo contributo più prezioso a Blumarine.

Domande frequenti su David Koma e Blumarine

Quando è stato annunciato David Koma come direttore creativo di Blumarine?

La nomina di David Koma a direttore creativo di Blumarine è stata annunciata ufficialmente il 31 luglio 2024.

Chi ha preceduto David Koma alla direzione creativa di Blumarine?

David Koma succede a Walter Chiapponi, che aveva lasciato il marchio nel marzo 2024 dopo aver presentato una sola stagione.

Qual è stata la prima collezione di David Koma per Blumarine?

La prima collezione di Koma per Blumarine è stata la Pre-Fall 2025, debuttata nella primavera del 2025.

Dove ha studiato David Koma?

David Koma ha studiato al Central Saint Martins College di Londra, una delle più prestigiose scuole di design al mondo.

Quando ha lanciato David Koma il suo marchio eponimo?

David Koma ha lanciato il suo marchio omonimo nel 2009, diventando da allora una presenza regolare alla London Fashion Week.

Il progetto david koma blumarine è ancora in pieno svolgimento, e le stagioni che verranno diranno molto di più su come questa collaborazione si tradurrà in collezioni concrete e in una visione di marca rinnovata. Quello che è già chiaro, però, è che Blumarine ha scelto di affidarsi a un designer con una voce propria, una formazione solida e la capacità di guardare alla femminilità con occhi nuovi senza dimenticare ciò che ha reso il marchio amato nel tempo. Per chi segue la moda con attenzione, è una storia che vale la pena seguire stagione dopo stagione — con la curiosità di chi sa che i capitoli più interessanti devono ancora essere scritti.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: Blumarine David Koma direttore creativo fashion design intervista vogue italia moda italiana

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