
Vent’anni non sono un traguardo qualunque, soprattutto quando ogni singolo paio di Gianvito Rossi scarpe porta con sé il peso di una tradizione artigianale italiana costruita passo dopo passo, calzata dopo calzata. Il 24 settembre 2026, nel cuore di Milano, la Maison ha celebrato questo anniversario con un evento che ha unito storia, bellezza e visione creativa in un unico atto di stile.
Da Sergio Rossi a una Maison tutta sua: le origini di un percorso unico
Per capire cosa rappresenta oggi il brand, bisogna tornare indietro molto prima del 2006, anno in cui Gianvito Rossi ha fondato la sua Maison a Milano. Dietro quella data c’è quasi un ventennio trascorso fianco a fianco con suo padre, Sergio Rossi, uno dei nomi più iconici della calzatura italiana di lusso. Un apprendistato silenzioso e totale, vissuto nei dettagli: la curvatura di un tacco, la scelta di una pelle, il ritmo con cui una tomaia si piega attorno al piede.
Quella scuola familiare ha plasmato un designer capace di parlare il linguaggio del lusso con assoluta naturalezza, senza mai rinunciare alla sostanza artigianale che ne è la vera anima. Quando Gianvito ha deciso di mettere il proprio nome su una scarpa, lo ha fatto con la consapevolezza di chi sa esattamente cosa significa farlo bene — e cosa costa farlo male. Non si trattava di un esordio improvvisato, ma di un atto di continuità e, al tempo stesso, di dichiarazione di indipendenza creativa.
San Mauro Pascoli: il cuore artigianale che batte sotto ogni tacco
C’è un luogo in Emilia-Romagna che chi lavora nella moda conosce bene, anche se raramente appare sulle copertine delle riviste: San Mauro Pascoli. Questo piccolo comune è da decenni uno dei poli più rinomati d’Italia per la produzione di calzature di lusso, un distretto dove il saper fare si tramanda di bottega in bottega, di generazione in generazione. È qui che la Maison Gianvito Rossi affonda le sue radici artigianali, e non è una scelta casuale né puramente sentimentale.
Scegliere San Mauro Pascoli significa scegliere un ecosistema produttivo dove la qualità non si impone dall’alto, ma germoglia naturalmente da una cultura del lavoro ben precisa. Significa avere accesso a maestranze che conoscono la pelle come un musicista conosce il proprio strumento — nei suoi toni, nelle sue resistenze, nelle sue possibilità. Significa, in definitiva, che ogni Gianvito Rossi scarpe nasce in un contesto dove l’eccellenza è la norma, non l’eccezione.
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Questo legame con il territorio non è mai stato messo in discussione, nemmeno quando il brand ha raggiunto una dimensione internazionale di primo piano. Anzi, è diventato uno degli elementi identitari più forti della Maison: la garanzia silenziosa che dietro ogni forma, ogni cucitura, ogni dettaglio metallico, c’è un artigiano italiano che ha dedicato la propria vita a quel gesto specifico.
Palazzo Serbelloni e il volume Rizzoli: una serata che è già storia della moda
La celebrazione del ventesimo anniversario ha trovato la sua cornice perfetta a Palazzo Serbelloni, uno degli spazi più eleganti di Milano, in una serata che ha saputo tenere insieme passato e futuro senza che l’uno schiacciasse l’altro. L’evento, svoltosi il 24 settembre 2026 in concomitanza con la Milano Fashion Week, ha visto la presentazione della collezione Spring/Summer 2027 e l’unveiling di un oggetto destinato a diventare un riferimento per gli appassionati di moda e di design calzaturiero.
Il volume in questione si intitola Gianvito Rossi. My Shoes, pubblicato da Rizzoli e co-curato da Carine Roitfeld, la leggendaria ex direttrice di Vogue Paris e fondatrice di CR Fashion Book. La scelta di Roitfeld come co-curatrice non è soltanto un’operazione di prestigio: è una dichiarazione di poetica. Roitfeld è da sempre una voce critica e appassionata nel panorama della moda, capace di leggere un accessorio come si legge un testo letterario, cogliendone le stratificazioni di significato oltre la superficie estetica.
Il libro diventa così molto più di un catalogo commemorativo: è un atto di riflessione su vent’anni di creatività, un archivio visivo e concettuale che racconta come le Gianvito Rossi scarpe abbiano saputo evolversi mantenendo una coerenza stilistica riconoscibile. Per chi ama la moda come disciplina culturale, oltre che come pratica quotidiana, è esattamente il tipo di oggetto che merita un posto fisso sulla libreria.
Gli ospiti della serata: uno sguardo al mondo che indossa Gianvito Rossi
A rendere ancora più significativa la serata di Palazzo Serbelloni, la presenza di alcune delle personalità più interessanti del panorama internazionale della moda e dello spettacolo. Tra gli ospiti figuravano Naomi Watts, attrice dalla carriera straordinaria e da sempre attenta alle scelte di stile; Mariacarla Boscono, modella italiana con un’estetica unica e una storia profonda con il mondo della moda di lusso; Paloma Elsesser, una delle voci più autorevoli e visionarie della moda contemporanea; e Luisa Ranieri, attrice italiana il cui stile elegante e mai banale la rende una presenza sempre rilevante sul red carpet.
La composizione della guest list dice qualcosa di preciso sul posizionamento del brand: non una sola tipologia di donna, non un solo ideale estetico, ma una molteplicità di sguardi e di corpi che trovano nelle scarpe Gianvito Rossi un comune denominatore di raffinatezza. È questa capacità di parlare a donne diverse — per provenienza, per generazione, per estetica — che distingue una Maison davvero solida da un semplice momento di tendenza.
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Richemont, la nuova fase e la continuità creativa
Il ventesimo anniversario cade in un momento di trasformazione strutturale per la Maison. Nel 2023, il gruppo Richemont — tra i più importanti conglomerati del lusso al mondo, con marchi come Cartier e Van Cleef & Arpels nel proprio portfolio — ha acquisito una quota di controllo in Gianvito Rossi. Un passaggio che avrebbe potuto segnare una rottura, e che invece ha confermato una continuità: il fondatore ha mantenuto una quota nella società e continua a ricoprire i ruoli di CEO e Direttore Creativo.
Questa struttura ibrida — la solidità finanziaria e distributiva di un grande gruppo internazionale combinata con la visione creativa del fondatore — è sempre più il modello che il lusso contemporaneo predilige quando vuole crescere senza perdere l’anima. Per Gianvito Rossi, significa poter portare le proprie scarpe in nuovi mercati e nuovi contesti, senza dover sacrificare né la qualità artigianale né la coerenza estetica che ha costruito in vent’anni di lavoro.
Cosa rende le scarpe Gianvito Rossi così riconoscibili
Parlare di Gianvito Rossi scarpe significa parlare di una grammatica visiva precisa: linee pulite, proporzioni studiate, un uso del tacco che privilegia l’eleganza strutturale rispetto all’effetto scenografico fine a se stesso. Il sandalo Portofino, diventato nel tempo uno dei modelli più amati e riconoscibili della Maison, è l’esempio perfetto di questa filosofia: essenziale nella forma, impeccabile nella realizzazione, capace di adattarsi a contesti diversi senza mai perdere il proprio carattere.
La palette cromatica del brand tende al senza tempo — il nero, il nude, il bianco ottico, i metallici raffinati — ma non disdegna incursioni nel colore quando il colore ha qualcosa da dire. È una moda che non urla, ma che sa farsi sentire. Ed è forse proprio questa capacità di parlare sottovoce con grande chiarezza che ha permesso alle scarpe Gianvito Rossi di attraversare vent’anni di tendenze senza mai sembrare fuori posto.
Per approfondire la storia della Maison e scoprire la conversazione integrale con il fondatore in occasione dell’anniversario, vale la pena leggere l’intervista su CR Fashion Book, che offre uno sguardo diretto e raro sulla visione creativa di Gianvito Rossi e sul significato profondo di questo traguardo.
Vent’anni di Maison, un libro, una collezione, una serata milanese che resterà negli archivi della moda italiana: il modo migliore per celebrare un anniversario è dimostrare che il meglio deve ancora venire — e Gianvito Rossi, con la chiarezza e la determinazione che lo contraddistinguono, sembra avere le idee molto chiare su dove sta andando.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
